Chiamatela pure Regina di Coppe. Esattamente dal 2023 a questa parte, il Cedarchis è stata una delle protagoniste in assoluto in fatto di trofei conquistati tranne che nel 2024. Infatti nel 2023 e 2025 ha centrato il “treble” portando a casa tutte le coppe a disposizione.

2023: Coppa Carnia vinta contro il Villa

          Prima edizione della Coppa delle Coppe vinta contro Cercivento e Ardita

          Supercoppa (giocata nel 2024 ma relativa alla stagione 2023) contro il Cavazzo 

2025: Coppa Carnia conquistata contro il Cavazzo

          Coppa delle Coppe vinta contro Ampezzo e Il Castello

          Supercoppa vinta contro il Cavazzo

Sei coppe nelle ultimi due anni, dunque. Un Dna che non si smentisce quello del Cedarchis. Un Dna da squadra vincente qual’era e che vuole piano piano ritornare a quei fasti, quando dominava anche i campionati. Un progetto portato avanti alacremente. Con calma, con pazienza. Soprattutto da parte di chi vive questa maglia come una seconda pelle. Quell’impegno e quella dedizione avuta dai vari dirigenti che prima sono stati anche giocatori o allenatori di questa squadra. L’impegno di chi è nato e vive a Cedarchis. O di chi come Luca Stefanutti, per fare un nome, è entrato in punta di piedi e ormai ha nel cuore questa maglia. Ripartiti da qua, anche per i giocatori è stato così. Chi arriva in maglia giallorossa, la deve sentire sua. La classica grande famiglia. Ma non è solo dirigenza e giocatori. E’ qualcosa di più profondo, un legame tra squadra e un piccolissimo paese (anzi frazione per essere più corretti) ma così forte da riuscire a superare tutte le difficoltà. E si arriva così all’ennesimo trionfo. Prima con Vincenzo Radina, poi il totem Luciano Candoni e infine Gilberto Buzzi. Fa subito centro al suo primo impegno stagionale. Sta provando a plasmare i suoi dettami tattici alla squadra. E lo si è visto in campo ieri. Ordinati, aggressivi, pronti a partire in contropiede a piena velocità. Da come si è visto ieri, una Squadra nel vero senso del termine. Ci si aiuta, si corre per tutti. Tutti uniti per lo stesso obiettivo da raggiungere.

Onore anche agli avversari. Nonostante i tanti infortuni, con qualche giocatore impiegato in ruoli non abituali, il Cavazzo ha cercato di resistere. E anch’esso di giocare al meglio delle proprie possibilità. C’è sicuramente ancora tanto lavoro da fare, ne è cosciente il mister Bertolini, ma la squadra c’è. I “senatori” sono sempre sul pezzo, coadiuvati da un buon numero di giovani che ha fame di vittorie e grande voglia di rivincita. Come accorso nelle ultime finali contro il Cedarchis, alla squadra viola è mancato forse l’ultimo passo da fare. Ma come dicevano al termine della gara, niente drammi. Si rialza la testa e si ripartirà. Il primo round di questa stagione è andato al Cedarchis. Ma sicuramente sarà una grande battaglia in campionato tra le due compagini. E non solo loro. Ci attenderà un grande campionato, con le tribune dei vari impianti sportivi che magari non saranno gremite come in occasione delle varie finali, ma che non mancheranno mai di pubblico. Perché la cornice di pubblico presente durante le gare è sempre un motivo di vanto per il nostro Carnico.

Infine due parole anche sulla società che ha permesso tutto questo grande spettacolo e ha organizzato al meglio il tutto perché si potesse vivere un clima solo di grande festa. La società dell’Amaro. Colgo l’occasione per ringraziare per l’ospitalità ricevuta e averci come al solito fatto trovare tutto pronto all’uso. Ha dimostrato in più di un’occasione tutto questo e anche in questa occasione non si è smentita. Tutto perfetto, nulla lasciato al caso. Il modo migliore per dare il via alle danze di questa nuova e ricca stagione che ha preso il via ieri.