Il “vecchio” e il nuovo. Ieri, l’oggi e il domani. Chiamateli pure come preferite. Io li vedo e sono solo spettacolo e divertimento nei campi di gioco carnici. Nella giornata di terza categoria caratterizzata da chi mette a segno delle triplette, io voglio parlare di Maurizio Vidali e Davide Nassivera. Due generazioni a confronto. Due maniere di intendere magari il calcio in modo differente. Ma una cosa sicuramente li accomuna: i gol. Sono loro che parlano per loro due. Non hanno bisogno di presentazioni, almeno Vidali. Classe 1984 ma con la passione di un ventenne, a parte una parentesi nel Tolmezzo, Ovarese, Mobilieri e Ravascletto le sue squadre nel Carnico. Quelle compagini che ne hanno potuto ammirare la forza fisica, l’estro e il senso del gol. In proporzione magari ha raccolto meno di quello che ha seminato, soprattutto parlando di trofei. Si ha vinto Coppa Carnia e Supercoppa, ma il pezzo pregiato no purtroppo. Quello scudetto che si è visto sfuggire nello spareggio contro il Cavazzo. Fa male, grida vendetta, ma non si è mai abbattuto. Come dopo lo spareggio salvezza perso ad ottobre contro l’Ampezzo. Poteva cambiare aria, andare ovunque. E invece no, si è impuntato e ha deciso: rimango a Ravascletto per riportarlo in seconda categoria. E porsi un altro obiettivo: entrare nella top andando a vincere anche la classifica capocannonieri, l’unica classifica che gli manca dopo aver già fatto centro in prima (Mobilieri, 2013) e seconda (Ravascletto, 2023). Lui passato e presente. Un presente che sta sfumando verso Davide Nassivera. Pura classe cristallina, esterno d’attacco dell’Audax. Non ancora diciassettenne (li compirà tra qualche giorno), classe 2008, si è messo in mostra l’anno scorso con 15 gol. E nell’anno dell’esordio tra i “grandi” 4 gol. Con la tripletta di sabato al Verzegnis è salito a quota 7. Già 26 gol totali nel carnico. Mica male per un “ragazzino”. Posizione di partenza preferita, ala sinistra d’attacco. Parte largo da dove può sprigionare la sua potenza e forza e quel tocco di palla che si vede raramente in un ragazzo. Giocate, assist e gol! Poteva salutare Forni Di Sotto e invece ha deciso di rimanere. Si raccontano a noi due giocatori dagli anni differenti, ma con la cosa che gli accomuna di più: il gol! Nel prossimo articolo troverete le parole di Davide Nassivera.
…SULLA GARA E SUI GOL
Ieri era una partita difficile per molti aspetti, dal campo inzuppato e nel non riuscire a giocare il pallone alla classifica con pochi punti di distanza. Un Comeglians che fino a quel momento aveva una delle migliori difese con 6 gol subiti. Siamo partiti subito forte con un paio di belle azioni in profondità, in una di queste a mio parere ci poteva stare un calcio di rigore ma l’arbitro ha lasciato correre. Poco dopo colpisco la palla di testa su ottimo cross di Straulino, palla sulla traversa e scende sulla linea e c’è stato gol-non gol. Subito dopo per fortuna abbiamo sbloccato con un mio gol. Cross al centro, io taglio dietro i difensori, stop di petto e dall’altezza del dischetto del rigore insacco. Poi il trasformo il rigore più che generoso che il direttore di gara ci ha concesso e infine nel secondo tempo bella palla filtrante in mezzo alla difesa, mi inserisco in velocità e batto il portiere in uscita. Nonostante il risultato, una partita combattuta su ogni pallone come ci si aspetta in un derby sempre sentito.
…IL RAPPORTO CON IL GOL
Il gol per un attaccante è un chiodo fisso. Sei lì per far quello e tutti si aspettano che tu faccia quello. Segnare un gol è come liberarsi da un peso perché sei un attaccante, nato per fare quello. Ovviamente non è sempre domenica e a volte non si segna o capita di sbagliare un calcio di rigore e allora ti avvilisci un po’. Ma devi essere già pronto la domenica dopo o l’azione dopo a buttarla dentro. L’Attaccante vive per il gol. Il momento in cui si sviluppa l’azione e tu la segui con gli occhi e pensi a dove possa arrivare la palla o dove posizionarti. Dettare i tempi per i filtranti. Quei pochi metri che possono darti quel pizzico di vantaggio sui marcatori. Sono sensazioni che non saprei descriverti, liberatorie perché fai gol. L’adrenalina, la gioia. Oltre che segnare poi, saper di poter aiutare la squadra e il morale. E un attaccante comunque segna si, ma segna tanto solo se accanto a sé c’è una squadra e un mister che in allenamento e in partita fanno sì che tutto accada.
…OBIETTIVI E IL FUTURO
Alcuni dicono che sono come il vino, più invecchio e più miglioro. Il fatto è che in realtà più invecchio e più imparo a usare la testa e non sprecare energie. Cose che da giovane non fai, vai a mille per 90 minuti. Quest’anno siamo partiti forte come squadra, molto valide e competitiva. Non i nascondo dicendo che il nostro obiettivo è quello di risalire subito in seconda categoria. Ho già segnato 16 gol in campionato e 9 in coppa e l’obiettivo è farne il più possibile per provare a vincere anche la classifica dei bomber di terza categoria, così raggiungerei la vittoria in tutte e tre le categorie. Ma l’importante è segnare e far segnare e far vincere la squadra per il nostro obiettivo finale.
P.s. Chiude l’intervista con un pensiero al giovane Alessandro Marsilio che dopo uno scontro di gioco con il compagno Andrea Straulino, si è rotto il naso e piegato i due denti davanti. Ora fortunatamente sta bene ma oggi aveva tutte le visite in ospedale. Tutto il “Rava” lo aspetta e gli augura una pronta guarigione e noi di Calcio Fvg ci uniamo a loro per rivederlo presto in campo!


















































