A differenza delle altre puntate, oggi non voglio parlare ma per il semplice fatto che risulterebbe superfluo. Vi lascio alla lettura delle parole di Francesco Marzona, giovanissimo portiere del Villa, classe 2008 che sta vivendo a pieno da titolare la sua stagione nel campionato carnico. Quando ho ascoltato le sue parole mi sono chiesto se stavo ascoltando un ragazzo non ancora maggiorenne o un giocatore di esperienza. Mi ha lasciato veramente a bocca aperta per la maturità e la serietà che sta dimostrando e allora lascio a voi il giudizio. Io vi auguro solo buona lettura.

…PARTITA E PRESTAZIONE SUA

Ieri sicuramente non è stata una delle nostre prestazioni migliori, di fronte avevamo una squadra piuttosto affamata in chiave salvezza. Da questo punto di vista si può dire che è stata una prova di carattere, tre punti di valore. Ho dato il mio contributo con alcuni buoni interventi, anche se come per ogni portiere, la parte più difficile è l’ordinaria amministrazione. Le parate hanno fatto parte di una prestazione corale che, nonostante varie difficoltà, ha dimostrato che la squadra ha le potenzialità per puntare in alto.

…GIOVANE IN PRIMA SQUADRA

Poter giocare in prima squadra è la realizzazione di un obiettivo che mi ponevo già dalle giovanili ( per questo alla società va la mia gratitudine), soprattutto per il fascino di indossare la maglia della squadra del mio paese, Villa Santina. Aver raggiunto così presto questo obiettivo mi ha fatto bruciare qualche tappa delle giovanili e inevitabilmente ho sentito l’impatto, più mentale che fisico, di giocare assieme a compagni e avversari con diversi anni più di me. Ammetto però che sento di essere cresciuto sia tecnicamente che caratterialmente, grazie al mio preparatore, alla dirigenza e al gruppo e grazie anche alla costanza del lavoro negli allenamenti.

…LA SUA STAGIONE

E’ stata una stagione di alti e bassi, penso fosse prevedibile, con difficoltà principalmente nelle prime partite in cui ho fatto diversi errori che all’inizio mi avevano colpito soprattutto a livello umorale: credevo di non meritare il posto o che fosse troppo presto per occuparlo. Poi, accorgendomi che la crescita andasse impostata proprio su quegli errori, ho cambiato un po’ prospettiva. Considerando il mio ruolo (il portiere è il migliore e il peggiore ruolo del mondo) il lavoro più arduo è stato a livello mentale, per riuscire a reggere una pressione che è innegabile esserci, a maggior ragione in una prima categoria. E’ ancora tutto da dimostrare e sentirsi realizzati sarebbe un errore, ma personalmente posso ritenermi soddisfatto per questa crescita. E’ questo quello che vorrei valorizzare di questa stagione.

…IL FUTURO

Con un briciolo di scaramanzia non penso al futuro, mq non nego che vincere un campionato con il Villa sarebbe davvero un bel sogno!