Tempo di verdetti in Carnia. Qualcuno già festeggia, qualcuno ancora deve attendere. Se in prima categoria, l’unico verdetto certo è la retrocessione della Pontebbana, per gli altri due posti e per lo scudetto tutto è ancora in gioco. Mentre in seconda categoria, già decisa la corsa promozione. Oltre alla Val Del Lago che ha già blindato anche il primo posto, ieri hanno potuto festeggiare Lauco (nell’anticipo del sabato) e la Stella Azzurra. Mentre ci sarà ancora lotta per l’ultimo posto per non retrocedere e si vedrà chi farà compagnia a Viola e Ancora. In terza invece oltre al Fusca, da ieri può festeggiare anche il Verzegnis. Lotta serratissima invece per la terza piazza, nell’affare a due tra Alto Piave e Val Resia.
Erano due delle favorite in seconda categoria e l’hanno dimostrato nel tempo. Partiamo dal Lauco. “Mister Promozione”, così è stato ribattezzato Angelo Spiluttini, dopo l’amara retrocessione dell’anno scorso dalla prima categoria, si era preso del tempo per decidere il da farsi. Ma si sentiva in debito con la piazza di Lauco, un ambiente che per lui è diventato Casa. Voleva riportare in alto il Lauco! E gli è bastato un solo anno. Ha mantenuto praticamente tutta la rosa che aveva in prima categoria. E’ andato a mettere nel motore giocatori che conosceva molto bene come Corva ed Esteban Falcon, Federico Giuliattini, oltre ad Artico e il giovane De Campo (classe 2009). A luglio l’esperienza dai regionali di Gallo, Pigat, Ciesch e Primosig (quest ultimo dopo l’esperienza di Ovaro). Partenza in salita con le difficoltà riscontrate in coppa, ma poi una volta imboccata la strada giusta, nulla ha fermato la corsa. Da subito una lotta a tre con la lanciata Stella Azzurra e poi con la Val Del Lago. Una promozione quasi annunciata, per un mister che sa trarre tutto il meglio dai suoi giocatori. Una simbiosi unica con i suoi collaboratori, Lenisa e Adami e soprattutto il Ds Alessandro Cimenti, sempre molto attento alle dinamiche di squadra e società. L’entusiasmo della dirigenza e del presidente Flavio Nogaro. Per il mister e la società poteva essere un’arma a doppio taglio il fatto di aver già comunicato le sue intenzioni di accomodarsi su un’altra panchina, quella del ri-nascente Rigolato. Invece la professionalità di Spiluttini e della squadra è stata esemplare e la serata di sabato in quel di Cercivento si è trasformata in una festa.
La Stella Azzurra ha saputo mantenere il proprio obiettivo e il proprio status. Una grande stagione partita subito bene in Coppa con l’esordio vincente nel derby contro Il Castello. Subito la fuga in campionato. Poi, grazie a questo vantaggio accumulato sulle avversarie ha resistito a un inizio del girone di ritorno non esaltante ma che le ha permesso di restare sempre in zona promozione. Hanno provato la rimonta Il Castello e l’Ardita ma l’aver accusato qualche passaggio a vuoto di troppo l’ha fatta da padrona. La chicca della stagione e vero obiettivo è stata la conquista della Coppa di Categoria in una finale che si è trasformata in una serata che resterà indimenticabile. Un cammino di coppa senza un momento di esitazione. Solo vittorie! Il progetto vincente di una società che crede parecchio nei giovani e che sta portando grandi frutti. Il giusto mix di esperienza (Tiberi, Bellina, Passera) con gli astri nascenti della cantera gemonese ( Paolo Pecoraro, Pischiutti, Londero, Iob per fare alcuni nomi). Un mister, Fabio Cossettini, che ha sposato a pieno questo progetto. Usando carota e bastone e avendo pazienza con i giovani. Con la società un grande rapporto di fiduica reciproca. Il lavoro sui giovani, sottolineato anche dalle ultime due annate del torneo juniores, un dominio incontrastato il loro. La via è tracciata per un futuro roseo con grandi prospettive per la società gemonese che festeggerà questo doblete promozione – coppa e la ciliegina della torta con la partecipazione alla coppa delle coppe in compagnia dell’altra squadra gemonese, il Campagnola e del Verzegnis.
E arriviamo proprio a questi ultimi. Come la Stella Azzurra, autori del doblete promozione – coppa di categoria. Alla vigilia di questo campionato era data favorita come il Fusca e hanno saputo mantenere la pressione che c’era su di loro, andando a svolgere una stagione da record quasi con un predominio incontrastato già da subito. Una rosa costruita dalla dirigenza per mettere a disposizione di mister Giacomino Radina una qualità incredibile. Sono arrivati giocatori di esperienza per questa categoria (Mazzolini, De Barba, Copetti, Micelli su tutti) e poi da luglio Dimitri Righini che con il suo apporto sotto rete non ha fatto rimpiangere l’assenza per infortunio di Samuel Micelli. Tanti gol per lui, ben 33, cercando di raggiungere qualsiasi record possibile sotto l’aspetto realizzativo. Aveva lasciato un po’ perplessi la sua scelta di salutare Cavazzo per il Verzegnis, ma aveva sempre spiegato che era per un fatto di affetto. Tornare un po’ alle origini. Giocare per il suo paese natio e dare tutto per questa maglia, come fece anni fa suo padre Stefano. Vicino a questi nuovi acquisti, importante anche lo zoccolo duro della squadra formato dai vari Sulli, Frezza, Nicola Boria. Accanto a loro la freschezza della gioventù. Prodotti “made in Verzegnis” Davide Fior, i fratelli Righini Dimitri e Devis, Paschini, Roccasalva, Angeli. Partito questo progetto di giocare per la maglia del proprio paese. E’ questa l’idea del presidente Fabrizio Favi e della società. Il ritrovo di un’ identità che sembrava perduta e che già quest’anno ha dato i suoi frutti. Per riportare in alto questa società. Festeggiamenti si, ma contenuti in quanto a Verzegnis ora c’è il grande e vero obiettivo stagionale: il primo posto. In questa lotta speciale contro il Fusca. Un testa a testa coinciso fino all’infortunio di Samuel Micelli. Da quel momento il Verzegnis ha accusato un leggero calo che comunque ci sta durante la stagione e ha perso un po’ di terreno nei confronti del Fusca. Ieri però, la sconfitta della capolista ha riaperto tutto. Tre punti di svantaggio. Domenica ci sarà un altro scontro per l’alta classifica, contro l’Alto Piave e poi lo scontro contro il Fusca.


Ab


















































