di Marco Fachin

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Ancora pochi giorni, poi la Triestina versione 2024/25 darà ufficialmente il via al proprio campionato.

Dopo una stagione altalenante come la scorsa, ciò che ci si augura in società (e che vorrebbero anche i tifosi) è un po' di continuità in più rispetto all'anno passato.

Non sarà facile però, perché se è vero che le scelte in ambito tecnico da parte del Club sono apparse ben chiare e precise, quella alabardata è comunque una squadra in gran parte nuova.

Lo è di certo per ciò che riguarda la guida tecnica, con la "scommessa" Michele Santoni a sedersi sulla panchina dell'Unione, ma anche in campo.

Tanti stranieri con nessuna esperienza in Italia come Vicario, Bijleveld, Sambù e Roos, alcuni che hanno già calcato i terreni di gioco del Belpaese come Krollis e Voca.

Poi tanti giovani, come Moretti, Tonetto e Ballarini, accompagnati da profili esperti come Frare e D'Urso, al suo ritorno a Trieste.

Non sono però esclusi altri arrivi in questi 10 giorni che ci separano dalla fine della finestra trasferimenti, così come anche altre partenze.

Non si sa se, ad esempio, della nuova Triestina farà parte capitan Malomo (su di lui forte l'interesse del Catania) oppure Omar Correia (è noto il pressing dello Spezia sul mediano).

Di sicuro ci sono stati degli addii eccellenti e dolorosi, come quelli di Enrico Celeghin e Facundo Lescano.

Nomi che appartengono però al passato, mentre il presente della Triestina parla di altro a livello di organico, oltre a un'identità di gioco da trovare.

Contro il Trento in Coppa Italia qualcosa si è visto, ma è ancora troppo poco per una squadra che vuole puntare al salto di categoria.

Per costruire ci vuole tempo, ma chi ambisce a traguardi come quello della Serie B non ne ha molto a disposizione.