di Marco Bisiach

La trasferta a Cividale del Friuli è stata decisamente negativa, per la Pro Gorizia, tornata in riva all’Isonzo dopo aver sfiorato il Natisone con le ossa rotte. Perchè non sono arrivati punti, non sono stati segnati gol, la squadra ne ha incassato due ed è rientrata negli spogliatoi con tre effettivi in meno. Già, tre espulsioni in una volta sola, capaci non tanto di condizionare l’esito di una partita che era ormai già compromessa, ma di minare i prossimi passi del cammino biancoazzurro.

Espulsioni – quelle di Tommaso Blasizza, Diego Spadera e Denis Jazbar – che non sono andate giù a tutto l’ambiente della Pro Gorizia, indispettivo anche dal fatto che un’espulsione abbastanza chiara per doppio giallo sarebbe potuta toccare secondo i goriziani anche al cividalese Aleksandar Savic.

Il problema, per la Pro, è che così mancheranno nelle prossime uscite tre elementi fondamentali di difesa e centrocampo, dopo che già a Cividale non erano potuti scendere in campo i vari Nik Kogoj, Rojas Fernandez e Nejc Mevlja. Anche questo ha inciso sulla brutta prestazione biancoazzurra. “Dopo tante gare positive tra Coppa Italia e campionato, seppur purtroppo non premiate dai risultati, siamo incappati in una giornata nerissima – dice Franti -. Abbiamo dovuto rivoluzionare all’ultimo la difesa, e dopo due minuti ci siamo ritrovati sotto nel risultato, con i nostri piani che di fatto sono saltati. È stato un brutto inizio, ma ci rialzeremo, guardiamo avanti”.

Certo lo score della Pro Gorizia al momento è deficitario: quattro uscite e altrettante sconfitte, sei gol subiti e uno solo segnato, quello di Spadera alla sua ex squadra, il Tamai. Sicuramente poteva essere messo in preventivo tutto questo, considerando l’autentica rivoluzione di cui è stata protagonista la squadra del presidente Franco Bonanno in estate. A Franti servirà tempo, e al momento la classifica corta di un torneo equilibratissimo sembra poter aspettare i biancoazzurri.