di Alessandro Craighero

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Era questione di tempo, oggi, giovedì oppure il prossimo weekend. Onore ad un Mossa organizzato, combattivo, con tanta qualità e ben allenato ma quest'oggi a San Valeriano si respirava profumo d'impresa. Un obiettivo, la prima categoria, mai nascosto durante questa trionfale stagione, che ha visto i gradiscani di mister Fabio Maranzana comandare la graduatoria sin dall'inizio. Gli addetti ai lavori avevano pronosticato un rendimento simile a quello dell' "Arsenal degli invincibili", nel ventennale della vittoria dei londinesi di Wenger. E così è stato, 53 punti in 23 giornate, frutto di 15 vittorie, 8 pareggi e 0 sconfitte, miglior rendimento casalingo, difesa meno battuta e una profondità di rosa senza eguali. Società giovane quella della Fortezza Gradisca, capace però, in meno di 10 anni, di effettuare il doppio salto di categoria oltre ad aggiungere una Coppa Regione nel palmares.

Una vittoria arrivata dopo una gara non entusiasmante sotto il profilo tecnico, frutto di una posta in palio troppa pesante. Durante la prima frazione non ci sono state troppe emozioni da segnalare, tranne una conclusione ospite di Trevisan (a lato) e un tentativo di Maione, dal limite, che termina alto. Allo scadere, però, l'episodio che decide match e campionato. Punizione centrale dalla trequarti, che si appresta a battere capitan Abrami, traiettoria verso il secondo palo che trova l'incornata di bomber Gabriele Battistutta che fa esplodere di gioia il popolo fortezziano.

Ci provano gli ospiti ad inizio della seconda frazione, ma la conclusione di Gaeta termina alta. Rispondono i padroni di casa, che sfiorano il raddoppio con Abrami che sfiora la rete del 2-0 in un paio di occasioni. Ci prova De Matteo dai 25 mt, grande parata di Ballerino che nega il goal agli ospiti confermandosi come uno dei top della categoria nel proprio ruolo. A metà del secondo tempo ospiti in 10 per il rosso ai danni di Bizaj per doppia ammonizione. I gradiscani gestiscono fino al triplice fischio, dopodiché esplode la gioia nella periferia gradiscana, per un impresa epica che verrà ricordata per molti anni nella cittadina in riva all'Isonzo.