di Alessandro Craighero
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Més que un fanta.
Durante i primi giorni di settembre, da vent'anni, per i calciofili radicali rudesi non esistono vacanze, cene romantiche con la fidanzata, turni di lavoro o impegni vari. La priorità è una sola, la mente ha un solo pensiero che frulla già da qualche giorno, forse settimana: l'asta del Fantacalcio.
Diamo i numeri:
36 squadre, 20 di serie A e 16 di serie B, 300 crediti (3 portieri, 8 difensori, 8 centrocampisti e 5 attaccanti), 3 retrocessioni verso l'inferno e 3 promozioni verso il paradiso.
2 stanze, 9 ore, 36 listoni, 46 magliette di calcio, 13 pause sigaretta e 2 cameriere che hanno corso più km degli esterni di Gasperini.
Si, ma tutto questo per cosa? Passione, divertimento, voglia di stare assieme, un po' di sana malattia per lo sport più bello del mondo, qualche spicciolo che non guasta mai ma soprattutto per la gloria, per poter guardare tutti dall'alto verso il basso per almeno 3 mesi.
Il paese di Ruda è attualmente orfano di una prima squadra nel mondo dei dilettanti ma attraverso il Palio dei borghi e il Fanta Ruda mantiene viva la passione per il calcio che ha alimentato il paese per 90 anni, prima, del triste epilogo di due anni fa.
Tradizione vuole che al termine del fanta campionato si svolga una casonata per festeggiare al meglio vincitori e sconfitti:



L'arrivo dei vincitori dell'ultima edizione: Martino Pilot e Claudio Ferigutti, anche in versione sceicchi:



Come anticipato prima obbligatorio indossare una maglietta da calcio, nuovo o iconica che sia, come quella di Valderrama della Colombia indossata dal nostro Lorenzo Rigonat, che oggi compie 40 anni (TANTI AUGURI !).

Obiettivo futuro? La serie C, come annunciato dal Patron, Luigi Radames Donda.



































