di Marco Bisiach
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Tre risultati utili nelle ultime cinque, con appena tre gol subiti. E quando il punto o i punti non sono arrivati, è stato per un ko di misura e contro una delle protagoniste annunciate del campionato. Questo il bilancio del recente passato della Pro Gorizia, che ora, davvero può considerarsi solida nel panorama dell’Eccellenza del Friuli Venezia Giulia. L’inizio di stagione traballante sembra un ricordo, e la mini rivoluzione autunnale sul mercato (ben quattro colpi da novanta, con l’inserimento di titolari come Piscopo, Pagliaro, Palmegiano e Oriano) ha dato i suoi effetti.
Certo, la Pro Gorizia non è ancora vincente, non con costanza almeno, e in una classifica che resta assai corta e altrettanto incerta bastano uno o due passi falsi per passare da una posizione serena ad una da allarme rosso. Però più che i freddi numeri è il campo che sta raccontando che il gruppo di mister Gabriele Verdesca è diverso da quello della passata stagione.
La Pro Gorizia, oggi, è molto semplicemente una squadra difficile da battere. Un problema più o meno per tutte le avversarie, quotate e non. Non ha ancora l’esperienza e le risorse per stare con le migliori, però di fatto non va più sotto con nessuno. Anche l’Ufm ha dovuto sudare e approfittare della sua qualità superiore per avere la meglio per 1-0 su Luca Piscopo e compagni in quello che è stato l’unico passo falso goriziano nella mini striscia positiva delle ultime cinque settimane.
Sabato, poi, è arrivato un pareggio sul campo della Pro Fagagna. Nulla di eclatante, intendiamoci, ma dopo essere andata sotto contro i rossoneri la Pro Gorizia ha saputo subito rialzare la testa e pareggiare con Dembele, e nella ripresa è andata vicina al sorpasso. I punti sono diventati nove ed è un bottino già quasi doppio rispetto a quello che nello scorso campionato caratterizzava la classifica alla sosta natalizia.
Il calendario di qui a dicembre proporrà praticamente solo partite che possono essere considerate “scontri diretti” per gli obiettivi di una salvezza tranquilla che sono quelli della Pro. Resta da attendere assai poco, allora, per capire se le sensazioni sin qui raccontate sono reali, concrete oppure effimere.


















































