di Marco Bisiach

Non necessariamente avanti tutta, ma avanti tutte. Così le goriziane nella nona giornata d’andata del campionato di Eccellenza, che ha visto muoversi la graduatoria di tutte le formazioni dell’Isontino, seppur a velocità diverse.

Era da un po’ impantanata l’Ufm, reduce da un pareggio e due sconfitte di fila nelle ultime tre giornate. Ha ritrovato la vittoria battendo 2-1 in casa la Pro Fagagna, e restando così in scia alle migliori del lotto, al quarto posto. L’unica distante, al momento, è la capolista Nuovo Pordenone 2024, avanti di otto lunghezze, e non è un dettaglio per chi come i cantierini punta al vertice. Ma il momento era delicato e ciò che contava era vincere. L’Ufm l’ha fatto. Sono serviti due rigori dello specialista Jacopo Grion per avere la meglio sulla Pro Fagagna avanti con Christian Zucchiatti, e ai più attenti non sfuggirà la curiosità legata al fatto che a segno sono andati solo giocatori ex Juventina, in questo match.

La loro vecchia squadra, intanto, si è tolta una grossa soddisfazione e ha colto tre punti tanto pesanti quanto insperati contro la seconda forza del torneo, il Muggia 1967, strapazzato 3-0 al termine di una gara più equilibrata di quanto non dica il solo punteggio. Primo tempo a favore degli ospiti e ripresa tutta biancorossa, anche se va detto che la Juventina ha avuto il merito di mettere il bavaglio all’attacco più prolifico del torneo e al bomber Gianluca Ciriello, prima di scatenare Edison Hoti autore di due gol e un assist per Danjel Liut nel 3-0 finale.

Infine la Pro Gorizia, che si muove a sua volta ma lo fa più lentamente, con il quarto pareggio consecutivo, questa volta 0-0 in casa del San Luigi. Una gara che conferma come quella di Gabriele Verdesca sia una squadra difficile da battere per chiunque, ma anche il feeling dei goriziani con il segno “x” in schedina: sono già 5 i pareggi in campionato, più di tutti in Eccellenza, con una difesa che è tra le migliori del lotto ma anche un attacco che è il terzo peggiore del torneo. Nel calcio da tre punti e in una classifica che resta incredibilmente corta, la carestia di vittorie potrebbe farsi sentire.

Pubblicità00:00 Scopri di più