di Marco Bisiach
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Se non è proprio un digiuno, poco ci manca. Le tre portacolori isontine di Eccellenza si sono dovute accontentare di due punti in totale, nella domenica della Barcolana e del sesto turno d’andata del campionato. Due pareggi (di cui uno piuttosto amaro) e una sconfitta tutto sommato immeritata: questo il bilancio di Ufm, Pro Gorizia e Juventina, in rigoroso ordine di classifica.
L’Ufm continua a frequentare i quartieri nobilissimi della classifica, ma non vola letteralmente come nella scorsa stagione. Se la tenuta difensiva è sempre quella, in alcune occasioni manca il guizzo risolutore là davanti. E così – ancora una volta senza i piedi buoni di Martin Aldrigo e Jacopo Grion – sul campo di un Kras Repen in crescita l’Ufm si è dovuta accontentare di un pareggio per zero a zero, che mantiene comunque i cantierini sul terzo gradino del podio e a soli tre punti dalla vetta sempre occupata dal Muggia 1967, a sua volta frenato sul pari dalla Forum Julii di Cividale.
In mezzo, al secondo posto, c’è il Nuovo Pordenone 2024, che ha approfittato di una domenica dai tanti pareggi con la vittoria di misura per 1-0 sulla Juventina. Una vittoria sudata, perché la “Juve” ha ancora una volta giocato una bella partita, creando grosse opportunità con Selva e Loggia, ma senza trovare il gol. E poi, il gol, lo ha subito, in occasione di una distrazione e di una palla persa in costruzione che ha aperto ai ramarri la strada verso i tre punti. Di qui il rammarico di mister Luca Buonocunto, che osserva il bicchiere mezzo pieno delle prestazioni positive, ma anche quello mezzo vuoto dei risultati che non arrivano. Come mercoledì sera nel severo (ma immeritato) ko in Coppa Italia contro il Muggia 1967.
Infine la Pro Gorizia. Che in fondo può essere la più soddisfatta di tutte avendo quasi messo sotto una big come il Chions, al “Bearzot”, ed essendosi confermata tra le sorprese positive di questo primo scorcio di Eccellenza. Ma che invece è forse la più arrabbiata di tutte, avendo vanificato un vantaggio di due reti negli ultimi dieci minuti. L’undici titolare biancoazzurro oggi è tra i più qualitativi del lotto, ma la rosa è ancora corta e i fuoriquota faticano. Anche così si leggono alcune distrazioni fatali che nel finale sono costate il rientro di un Chions orgoglioso e affamato di punti.


















































