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Tredici punti nelle ultime cinque giornate: numeri da record per l’Udinese. Con la vittoria centrata sabato sera al Bluenergy Stadium, grazie al rigore trasformato da Florian Thauvin al 38’ del primo tempo, i bianconeri hanno raggiunto quota 39 punti e di fatto hanno chiuso il discorso salvezza. Oltretutto è stato ridotto lo svantaggio dalle prime della classe. Sono, infatti, 17 le lunghezze di vantaggio dall’Empoli terzultimo e solo 11 quelle di ritardo dal quarto posto (l’ultimo che consentirà l’accesso alla Champions League) attualmente occupato dalla Lazio, prossima avversaria in campionato lunedì 10 marzo alle 20.45 allo stadio Olimpico.
Un’iniezione di fiducia e di coraggio importante in vista delle ultime undici “battaglie”. Ma quale sarà l’obiettivo per il quale lotterà la formazione di Kosta Runjaic? Dalle parole di Daniele Padelli – rispolverato con successo dalla panchina per l’indisponibilità di Razvan Sava -, al termine del confronto con gli emiliani, si evince che l’Udinese non ha nessuna intenzione di concludere la stagione nell’anonimato. “Abbiamo ben chiaro un obiettivo, ma è roba nostra, dello spogliatoio”.
L’obiettivo “non dichiarato” potrebbe essere l’ottavo posto, distante quattro punti. La Roma, in virtù del successo sul Como, ha infatti scavalcato il Milan (41) – sconfitto in casa proprio dalla Lazio – e ora è salita a 43 punti, confermandosi la squadra più in forma del campionato, al pari di quella friulana. Ma perché sarebbe così importante arrivare ottavi? Ci sono due motivazioni principali.
Innanzitutto il format della Coppa Italia prevede l’ingresso delle prime otto classificate direttamente agli ottavi. Ciò significherebbe evitare i primi due turni nella stagione 2025-2026. Poi ci sono ragioni economiche. Nella ripartizione dei diritti tv è contemplata anche una percentuale legata ai risultati sportivi. Vediamo nel dettaglio. Il 50 per cento dei diritti viene distribuito in parti uguali, il 20 per cento in base al bacino d’utenza (per il 12 per cento contano biglietti/abbonamenti venduti, per il restante 8 pesa l’audience televisiva certificata Auditel) e il 30 per cento è legato ai risultati sportivi. All’interno di quest’ultima frazione ci sono diverse voci: la più pesante (12 per cento) è legata alla classifica dell’ultimo campionato. Poi il 10 per cento dipende dai risultati degli ultimi 5 anni, il 5 per cento dai risultati storici e il restante 3 dai punti conquistati nell’ultima stagione.
Indicativamente l’ottavo posto potrebbe valere poco più di 6 milioni di euro, il nono intorno ai 5 milioni, mentre il decimo tra i 4 e i 5. Non differenze abissali, certo, ma per una società come l’Udinese si tratta di cifre comunque importanti, oltre all’ambizione ovviamente di tornare tra le prime otto dopo 13 anni di posizionamenti onorevoli, ma non prestigiosi.
(foto Petrussi)





































