di Marco Bisiach
Riproduzione vietata ©
Forse non è casuale che domenica pomeriggio a Fagagna, ad un paio di minuti appena dal triplice fischio finale, un pallone calciato dalla bandierina sia planato proprio lì dove era pronto per riceverlo, spedendolo in rete con un tocco da tre punti, Andrea Racca. Così come il destino ha voluto che, una mezz’oretta prima, toccasse a Lorenzo Selva insaccare il gol del pareggio quando la situazione sembrava invece poter volgere al peggio. Se la forza della Juventina è sempre stata nel gruppo, nell’ambiente, viene dai senatori in queste giornate delicatissime e decisive del campionato di Eccellenza la spinta verso il grande obiettivo della salvezza.
Un obiettivo che resta più importante delle soddisfazioni personali, come racconta a CalcioFvgLive lo stesso capitano ritrovato della Juventina, Andrea Racca, che pure a Fagagna contro i rossoneri della Pro si è tolto con il gol del 2-1 finale anche un peso dalle spalle che lo accompagnava da mesi e mesi in questa tormentata stagione. “Il gol è stato una sorta di premio, una liberazione, non sapevo nemmeno bene come esultare – racconta Racca -. Con quella rete mi sono lasciato alle spalle mesi difficili, nei quali continuamente affioravano nuovi problemi fisici che mi tormentavano, impedendomi di dare alla squadra quello che volevo e potevo. Ma penso anche a ciò che il gol rappresenta per la società, perché ha regalato alla Juventina tre punti importantissimi lungo la strada per la salvezza. Ecco perché la soddisfazione è ancora più grande, per me come per tutti i miei compagni. Ed infatti sono ancora dolorante per tutti i colpi che ho ricevuto dai ragazzi che mi festeggiavano”.
Adesso il peggio sembra davvero alle spalle, per Andrea Racca, che deve solo mettere benzina nel motore e recuperare la condizione migliore. Così come altri suoi colleghi, e così come quel Lorenzo Selva che potrebbe essersi sbloccato con il gol alla Pro Fagagna. “Tutti ci stiamo sacrificando, ma per questa società siamo pronti a questo e ad altro – assicura Racca -. L’ambiente è positivo, il gruppo è unito, ogni settimana il venerdì a cena siamo in tanti, come una famiglia. E questo vale per i senatori così come per i ragazzi arrivati negli ultimi anni, che però ormai a Sant’Andrea si sentono a casa. Tutti insieme guardiamo avanti, manca ancora uno sforzo e qualche punto per poter festeggiare la salvezza e ci crediamo”. Nel mirino, quello di capitan Racca ma anche quello di tutta la Juventina, c’è già il derby da giocare sabato (sul terreno di casa, di cui la “Juve” ha sentito la mancanza nelle gare infrasettimanali in notturna) contro la Pro Gorizia. “Che partita mi aspetto? Come in tutti i derby, una partita speciale, a parte, che vale da sola una stagione – conclude Andrea Racca -. Una gara da giocare con il cuore, restando sul pezzo per 90, 95, magari 100 minuti, davanti ad un pubblico che sarà ancora una volta numeroso e caldo. Insomma, il genere di partite che tutti noi che amiamo il calcio vogliamo giocare. E se poi dovessero arrivare anche i tre punti...”
Già, ha ragione, Racca...se dovessero arrivare anche i tre punti, la Juventina e i suoi senatori potrebbero magari festeggiare anche il passo decisivo verso la salvezza. Pro Gorizia permettendo, ovviamente.


















































