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È stato un risveglio amarissimo per gli amanti del “pallone”. Mercoledì mattina all’ospedale di Gorizia si è spento Bruno Pizzul, uno dei telecronisti italiani più amati di sempre. Sabato avrebbe compiuto 87 anni. Nel giro di poche ore dalla diffusione della notizia, tutto il mondo del calcio ha omaggiato la figura del giornalista nato a Udine nel 1938.
Assunto in Rai nel 1969, per tanti anni fu la “voce ufficiale” della Nazionale. Commentò, infatti, le gare degli azzurri in occasione di cinque Campionati del mondo (1986, 1990, 1994, 1998 e 2002). Grande conoscitore e appassionato di calcio, Pizzul aveva trascorsi da calciatore, nel ruolo di “centromediano”, come si definiva all’epoca il difensore centrale. Iniziò dai dilettanti (Cormonese e Pro Gorizia), per poi approdare nel 1958 al semi-professionismo (Catania) e successivamente di nuovo in Serie D all’Ischia (1960-1961).
Ha sempre avuto un rapporto speciale con l'Udinese, che ha voluto dedicargli un saluto particolare: “Udinese Calcio e la famiglia Pozzo piangono la scomparsa della leggenda del giornalismo sportivo italiano Bruno Pizzul. Voce storica del nostro calcio e della Nazionale Italiana, Pizzul ha dato lustro al Friuli su scala internazionale”.
Inoltre Gianpaolo Pozzo, che era molto legato al telecronista friulano, ha rivolto un suo personale pensiero: “Sono molto addolorato per la scomparsa di Bruno Pizzul. Bruno è stato un’icona del Friuli che ha portato in alto in nome della nostra terra da vero gigante del giornalismo italiano. Non dimenticheremo mai le sue telecronache e, personalmente, porto sempre nel cuore la nostra amicizia e la sua passione per i nostri colori bianconeri. Mandi Bruno”.
(foto udinese.it)































