di PUGACCIO
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Abbiamo raggiunto telefonicamente mister Simone Motta, già calciatore di livello professionistico, oggi allenatore del Ronchi Calcio, compagine di Promozione Girone B, piombata in piena zona retrocessione con 28 punti in classifica.
Con lui abbiamo affrontato il tema dei risultati, della crisi della compagine ronchigina, dei possibili correttivi e con un'analisi finale sul calcio dilettantistico in Friuli Venezia Giulia.
Un resoconto lineare, fatto di domande e risposte, sulla situazione in essere nel collettivo calcistico di via Aeroporto ma non solo.
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1.Il cambio di panchina (Caiffa/Motta) come lo valuta, a oggi, in termini di risultati?
In termini esclusivamente di numeri sicuramente il cambio a oggi è stato negativo perché la squadra dopo undici partite ha ottenuto undici punti mentre all’andata tredici e, per quanto riguarda gol fatti e subiti, anche lì il bilancio del girone di ritorno è negativo rispetto all’andata.
2. Nel raggruppamento B il Ronchi non naviga in buone acque e la sconfitta di domenica con la Sangiorgina (32p) - diretta contendente per non retrocedere - ha aumentato il gap in chiave salvezza. Qual è il suo immediato correttivo per il fine stagione?
Il Ronchi, come tante altre squadre, sapeva che questo campionato sarebbe stato molto complicato in relazione alle tante retrocessioni previste e quindi è dall’inizio che siamo in cattive acque come altre otto/9 squadre, la partita di domenica ha fatto aumentare il distacco dalla zona salvezza (che tra l’altro non si sa ancora quale sia perché bisogna prima vedere in serie D cosa succede) ma a tre partite dalla fine non c’è altro da fare che provare a fare più punti possibili, come abbiamo sempre fatto: purtroppo spesso non ci è riuscito e la maggior parte delle volte per demeriti nostri piuttosto che meriti altrui.
3. Da allenatore (e, prima, giocatore) di lungo corso cos'è che non funziona ancora in questo Ronchi?
Cosa non funziona in questo Ronchi? È troppo riduttivo dire che facciamo fatica a fare gol, il nostro cannoniere è Calistore (un difensore) con sette gol. Ci sono parecchi problemi purtroppo che in questo momento a elencarli sembrerebbero solo scuse per scaricare le colpe ad altri ma che invece, chi fa calcio in un certo modo, sa che alla lunga ti portano ad una stagione negativa. Essendo questa un’annata in cui più di metà delle squadre retrocederanno va da sé che il Ronchi si trovi in questa situazione.
4. Infine una domanda di carattere generale: da tecnico come vede il mondo del calcio dilettantistico in Friuli Venezia Giulia e se fosse un vertice della Lega Nazionale Dilettanti come lo migliorerebbe (se, per ipotesi, ci fosse qualcosa da migliorare)?
Purtroppo il mondo del calcio dilettantistico in Friuli Venezia Giulia mi sembra in grande difficoltà però per dare giudizi bisogna conoscere la situazione a 360 gradi e io vedo solo la parte finale cioè quello che succede in campo. Anche per migliorare le cose bisognerebbe analizzare tutto. Sicuramente dal mio punto di vista non basta togliere categorie per poi rimetterle qualche anno dopo; mettere i fuoriquota e poi probabilmente toglierli ma solo in certe categorie. Potremmo parlare per ore e ognuno direbbe la sua su cosa va bene e/o cosa cambiare; una è certa: quest’anno è stata presa una decisione forse troppo frettolosa sul campionato di Promozione, penalizzando parecchie società (tra l’altro non solo la Promozione perché anche in Prima Categoria ci sono molte retrocessioni, già l’anno scorso ma anche quest’anno) per via delle tante retrocessioni. Secondo me la cosa peggiore è fare due gironi da quindici compagini (quindi con una che riposa già in partenza c’è chi ha dei vantaggi rispetto ad altri) sapendo che ne retrocederanno più del 50%. Per me i gironi devono essere di numero pari e basta e magari con tante retrocessioni anche di numero più alto. Comunque, ripeto, potremmo parlare un giorno intero e non basterebbe.


















































