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Al Bluenergy Stadium il termometro non va mai oltre il +1. Non bastava il freddo polare calato dal Nord sull'impianto dei Rizzi fin dalle prime ore del mattino, a raggelare gli oltre 22mila spettatori presenti sugli spalti. Anche l'Udinese ci ha messo del suo, rimandando – per l'ennesima volta – la prima vittoria casalinga in campionato.
Eppure domenica i presupposti per raccogliere i tre punti c'erano tutti. In vantaggio al 16' del primo tempo grazie alla rete di Christian Kabasele, nata da una punizione millimetrica calciata da Lazar Samardzic, i bianconeri hanno raddoppiato alla mezzora grazie a Lorenzo Lucca, bravo a sfruttare un cross di Roberto Pereyra, con una zampata “alla Pippo Inzaghi”. Non era mai accaduto in questa stagione che l'Udinese riuscisse a siglare due reti in un tempo. Sarebbe stato importante mantenere questo vantaggio all'intervallo, ma l'intervento in area con il braccio sinistro di Kabasele ha consentito ai veronesi di battere (e trasformare, con Milan Djuric) il loro primo rigore stagionale. Nella ripresa, poi, la rovesciata spettacolare di Cyril Ngonge ha permesso agli ospiti di agguantare l'insperato pareggio, ma l'Udinese ha trovato la forza – e il nuovo vantaggio – ancora grazie a Lucca: prima doppietta in Serie A per il giovane attaccante piemontese. Sembrava il finale perfetto.
Ma il finale, andato (eccessivamente) per le lunghe a causa di un recupero deciso dal direttore di gara Maresca abbastanza discutibile, ha abbassato ulteriormente la temperatura del Bluenergy Stadium. A beneficiare dell'extratime, infatti, è stato proprio il Verona, che non ha mai smesso di crederci, a differenza dell'Udinese che ha gestito gli ultimi minuti con la presunzione di chi sa di aver già vinto. Un errore di valutazione costato due punti “vitali” in ottica salvezza, non una delle migliori premesse per affrontare la capolista Inter.
(foto Petrussi)





































