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Non è esattamente una partita da dentro-fuori, ma il clima è molto simile. Con nove punti raccolti in 13 gare (solo uno in più della Salernitana, ultima in classifica), l'Hellas Verona non si può più permettere errori. Il destino di mister Marco Baroni è appeso a un filo: un passo falso a Udine potrebbe significare esonero immediato. Ecco perchè l'Udinese dovrà fare molta attenzione domenica, contro un avversario in evidente difficoltà, ma al tempo stesso in ripresa – almeno dal punto di vista del morale – dopo il pareggio casalingo per 2-2 contro il Lecce. Dopo un avvio di campionato parecchio complicato - i veronesi hanno realizzato 9 reti e ne hanno subite il doppio, esattamente come i friulani -, contro i giallorossi hanno dato una risposta positiva sul campo. Ascoltiamo a tal riguardo un estratto dell'intervento a Trentesimo Minuto di Gianluca Tavellin, giornalista del quotidiano L'Arena di Verona.
“Il Verona nella partita con il Lecce ha sciolto un po' le briglie ed è riuscito ad andare al tiro ben tredici volte. In pratica è il totale dei tiri di 4-5 partite, nel senso che l'Hellas ha sempre avuto problematiche dalla metà campo su, mentre, bene o male, non ha mai sbracato a livello difensivo, ha sempre avuto un buon atteggiamento dal punto di vista difensivo. Mancavano l'intensità, le giocate degli attaccanti che invece con il Lecce si sono viste. Quella del Verona è la storia della coperta troppo corta, prova ad attaccare e subisce reti, si difende e non riesce ad attaccare. Ora bisogna capire se Baroni in questa settimana sia riuscito a trovare delle soluzioni più ficcanti, soprattutto per l'attacco e anche in copertura per riuscire a dare fastidio all'Udinese”.
(foto Wikipedia)































