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Se in Serie A sta facendo fatica a ritagliarsi uno spazio, nell'Under 19 sta regalando grandi emozioni: Simone Pafundi è stato assoluto protagonista in Svezia nelle qualificazioni agli Europei di categoria – in programma in Irlanda del Nord il prossimo luglio -, che hanno consentito agli azzurrini di accedere alla fase Élite. Dopo aver fornito un assist contro il Liechtenstein, martedì sera contro gli svedesi, il giovane attaccante dell'Udinese classe 2006 ha siglato una doppietta che ha consentito alla formazione di Bernardo Corradi di chiudere la gara sul 2-2.
Ma chi è stato il primo ad accorgersi del talento di Simone? Aldino Petraz, allenatore delle giovanili dell'Union Fincantieri Monfalcone e all'epoca anche responsabile del Settore giovanile del club.
“In quel periodo avevamo tanti giocatori bravi. Ricordo, in particolare, che c'era un giocatore “famoso” che giocava in Serie D che veniva sempre a vederlo. Solo che Simone era sempre innamorato della palla, lui voleva lanciarsi da solo. E io gli dicevo “dai la palla, fermavo il gioco e gli dicevo “se non passi la palla, addio, devi alzare la testa e guardare”. Aveva delle doti, ma era giusto anche correggerlo, perchè poi quando questi ragazzi giovani vanno in una squadra superiore ti vengono richieste certe cose. Era quello che imponevo a tutti i ragazzi e lo faccio tuttora con i piccoli. È importante alzare la testa e passare la palla”.
Per quanto concerne il futuro di Simone, Petraz consiglia di non avere fretta.
“È ancora giovane, non deve avere premura. Secondo me va lanciato un po' alla volta, quando l'Udinese avrà abbastanza punti in classifica, potrebbe giocare venti minuti alla volta. Non so quanto possa servire mandarlo in prestito, l'importante è che non abbia premura di arrivare”.
(foto figc.it)































