di Marco Fachin

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Due anni dopo l'ultima volta, dalla partita contro il Trento campione persa per 2-4 a maggio 2021, il Chions torna a calcare i campi della Serie D. Lo fa intanto in coppa, per il campionato ci sarà tempo dal 10 settembre in poi, ma intanto è giusto gustarsi per bene un ritorno così atteso.

In mezzo due stagioni in Eccellenza, di cui una, l'ultima, vinta con merito. Logico che però quella squadra, visto il salto di categoria, sia cambiata profondamente per il campionato che attende i pordenonesi.

Il balzo dalla massima competizione regionale alla Serie D rappresenta quel classico "scalino" dove i valori cambiano, soprattutto a livello di squadra. Un'ossatura, seppur vincente, per l'Eccellenza del Friuli Venezia Giulia molto spesso si rivela poco adatta alla massima serie dilettantistica nazionale. I livelli competitivi aumentano, così come i valori espressi in campo dai protagonisti. Fattori che vengono trainati in primo luogo dalla maggiore disponibilità a livello economico e organizzativo delle compagini del vicino Veneto, ai cui standard le regionali si devono per forza di cose abituare velocemente.

Il Chions questo lo sa bene. In fondo ha affrontato due stagioni di serie D consecutive (la prima da vera sorpresa) a cavallo tra la fine della scorsa decade e l'inizio di questa. Poi, complice anche la situazione COVID, c'è stata l'amara retrocessione, ma con la volontà e la consapevolezza da parte dell'ambiente tutto che fosse solo un arrivederci.  

E dunque una volta che il ritorno in Interregionale è diventato realtà, il direttore sportivo Simone Vido e la società hanno provveduto a intervenire sul mercato. Partendo dai fuoriquota innanzitutto, che in serie D rappresentano un vero fattore discriminante per determinare la bontà di una rosa. In questo particolare slot sono arrivati in gialloblù ben 13 calciatori.

Si tratta dei 2003 Alessandro Cucchisi (difensore dalla Dolomiti Bellunesi) e il centrocampista Giovanni Cesarini, proveniente dal Tamai.

I 2004 sono il centrocampista Filippo Pinton, arrivato dal Maniago Vajont, il centrale di difesa Nicolò Moratti dalla Primavera della Triestina e il centrocampista Matteo Grizzo, lo scorso anno al Rive d'Arcano - Flaibano.

Per ciò che riguarda i 2005, l'annata più nutrita dei "giovani", ci sono il difensore Matteo Casonato, arrivato dal settore giovanile della Lazio, il centrale Kevin Canacu, ex della nazionale albanese Under 17 e della Primavera del Pordenone, squadra da cui arriva anche il portiere Francesco Turchetto. E poi il difensore centrale Sebastian Borda, lo scorso anno alla Spal Cordovado, l'attaccante albanese Daniel Tarko dalla Primavera del Cittadella e il centrocampista Daniel Liut, che la scorsa stagione ha giocato a Torviscosa in Serie D.

Ci sono poi anche due 2006 a chiudere il parco fuoriquota gialloblù, aggregati alla prima squadra con un anno di anticipo. Si tratta del portiere Leonardo Agnolon dalla Liventina Opitergina e il centrocampista Matteo Reschiotto, anche lui, come molti altri proveniente dal settore giovanile del Pordenone.

A questo ben nutrito gruppo di giovani, si aggiungono anche quattro "vecchi" che il mercato estivo ha portato in dote ai giallo-blu. Innanzitutto il mediano Ibrahima Ba, classe '98, che ha disputato la scorsa stagione prima con il Troina e poi con il Prato. Vanta anche due Serie D conquistate in carriera, con Lecco e Vibonese. Dopo di lui il difensore centrale Luca Benedetti, classe 1992 e proveniente dalla Sammaurese, il centrocampista del '90 Salvatore Papa, preso dalla Gelbison che militava in Serie C e che vanta più di 250 presenze in terza serie, per finire con Franco Nicholas Carella, punta argentina del 1992 proveniente dal Locri in Serie D, squadra con cui è stato, la scorsa stagione, capocannoniere del Girone I (quello dove giocava il Catania).

Un mix insomma fatto di molti giovani e puntellato da elementi di sicura esperienza in ruoli nevralgici del campo, per provare a sorprendere ancora una volta, a cominciare dal primo appuntamento contro il Portogruaro.