di Marco Bisiach
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AZZURRA – TRIESTE VICTORY ACADEMY 1-2
Gol: pt 2’ Ruzzier, 28’ Tawgui, st 8’ Wozniak
AZZURRA: Cossi, Iansig (pt 20’ Ferri), Pussi, Pantuso, Manfreda (st 39’ Terpin), Marini, Semolic (st 21’ Plazzi), Burlon (st 34’ Marchioro), Wozniak, Trevisan, Della Ventura (st 39’ Costelli). All. Terpin
TRIESTE VICTORY ACADEMY: Francesco Aiello, Vendola (st 37’ Spreafico), Cappai, Ciave, Vascotto, Fichera (st 20’ Federico Aiello), Gileno, Marincich (st 49’ Gridel), Ruzzier (st 22’ Romeo), Davanzo (st 12’ De Luca), Tawgui. All.: Braini
Arbitro: Gambin di Udine
Note: ammoniti Semolic (A), Vascotto, Fichera, Gileno, Tawgui, Braini (T)
GORIZIA. S’infrange sul muro della Trieste Victory Academy, che in questi play off è parso invalicabile per chiunque, il sogno chiamato Promozione dell’Azzurra. Quel sogno che i triestini si sono guadagnati invece il diritto di coltivare ancora (pur passando per la speranza di un ripescaggio) andando a vincere al “Bonansea” di Straccis così come avevano già fatto in casa dell’Isontina, e trionfando così nella finale dei play off del girone C di Prima categoria. Un successo, l’1-2 di Straccis, maturato in un primo tempo giocato a grandi ritmi e con la determinazione giusta, di fronte ad un’Azzurra che invece non ha trovato l’approccio che voleva, in parte con le gambe imballate dopo le settimane di inattività al termine della stagione regolare, in parte forse bloccata dalla pressione legata alla chance enorme di salire per la prima volta in Promozione nella sua storia. Sta di fatto che la Trieste Victory Academy ha dominato i primi 45 minuti, trascinata da un Marouane Tawgui inarrestabile, e poi ha resistito nel secondo tempo, quando invece l’Azzurra ha preso a giocare come sa e ha provato fino alla fine a trovare il pareggio che sarebbe valso i supplementari. E, forse, la promozione.
Dopo lo spettacolo di bandiere, palloncini e trombette sugli spalti, durante l’ingresso in campo delle squadre, ci vuole davvero poco a vedere spettacolo anche in partita. Ed il merito è della Trieste Vicory Academy, più feroce nel calarsi nella contesa. E così già al 2’ è vantaggio triestino, con una rimessa laterale battuta con rapidità per Luca Davanzo – forse l’ultimo match in carriera per lui, se gli accertamenti alla caviglia malandata gli suggeriranno di dire stop -, bravo ad andare sul fondo e mettere in mezzo un assist rasoterra che Matteo Ruzzier deve solo spingere in rete a tu per tu con Andrea Cossi. Una doccia gelata nel caldo torrido di Straccis, per l’Azzurra, che prova a reagire ma non ci riesce, e anzi al 20’ perde anche la spinta sulla fascia destra di Eric Iansig, che cade male dopo un contrasto e resta a terra dolorante: devono entrare i sanitari del 118 e una fasciatura rigida al polso suggerisce la diagnosi infausta di una probabile frattura per lui. Entra Thomas Ferri ma non cambia l’andamento del match, con l’Azzurra che deve soprattutto cercare di limitare le sfuriate di uno scatenato Marouane Tawgui: è il numero 11 il più pericoloso dei suoi, sempre con il mancino, prima dalla distanza (al 22’) e poi da dentro l’area (al 23’). La misura non è quella giusta, ma l’attaccante si rifà con gli interessi al 28’, quando sigla il 2-0 con un gol da cineteca: riceve palla fuori area su una verticalizzazione improvvisa, controlla, punta il difensore superandolo con un doppio passo e da posizione defilatissima usa questa volta il destro per bucare con un missile dal basso verso l’alto l’incolpevole Cossi. L’Azzurra è tutta in una conclusione centrale da lontano di Simone Pussi e in un bel tiro a giro di Mario Pantuso messo in angolo, mentre al 49’ ancora Tawgui trova solo l’esterno della rete al termine di un’azione personale.
Poi la ripresa, che è il secondo tempo della stessa partita ma sembra tutta un’altra storia. Perchè l’Azzurra si scrolla di dosso finalmente le incertezze del primo tempo e si gioca il tutto per tutto, con decisione. Sforzi premiati immediatamente, visto che all’8’ su una presa così così di Francesco Aiello Stanislaw Wozniak si ritrova il pallone tra i piedi nell’area piccola, e non perdona insaccando l’1-2 che ridà speranza ai goriziani. Il pubblico deve strozzare il grido di gioia in gola, poi, al 14’, quando il colpo di testa di Leonardo Della Ventura su corner di Pantuso sfila fuori sul secondo palo per questione di centimetri, esattamente come il calcio di punizione da 25’ che lo stesso Pantuso fa sibilare di un soffio a lato dell’incrocio dei pali di Aiello. L’Azzurra ci crede, ma alla lunga paga lo sforzo, e la sua spinta diventa meno pericolosa e concreta. Si arriva dunque al finale, che vede la Trieste Victory Academy vicina al gol della sicurezza con una deviazione in area di Riccardo Gileno, in mischia, e poi una gran bella giocata del nuovo entrato Omar Plazzi alla mezz’ora, con controllo e tiro volante al limite, ma pallone appena alto.
E’ l’ultima vera opportunità per l’Azzurra, che spinge ancora ma s’infrange sulla difesa dei triestini, che al triplice fischio finale possono esultare: qualora ci fossero i margini per un ripescaggio, il nome Trieste Victory Academy sarebbe nella lista buona. L’Azzurra, in lacrime ma applaudita dalla sua gente nel dopo partita, ci riproverà invece nella prossima stagione, ripartendo ancora dalla Prima categoria.


















































