di Marco Bisiach

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Juventina – Spal Cordovado non si rigiocherà. Il 12 marzo scorso, in Eccellenza, a Sant’Andrea aveva vinto la Spal per 2-1, e quel risultato è stato omologato. Così ha deciso questo pomeriggio il giudice sportivo territoriale, respingendo il ricorso presentato dalla società goriziana (ora letteralmente furibonda, oltre che delusa) per l’ormai celebre “caso” del guardalinee infortunato sostituito con un arbitro che si trovava casualmente sugli spalti ad assistere alla partita. Un qualcosa di irregolare, secondo la Juventina, un qualcosa di perfettamente aderente al regolamento invece per il giudice sportivo, che nel dispositivo della sua sentenza cita testualmente quanto previsto dalla Regola e dal suo punto specifico nel Regolamento del gioco del calcio che parlano degli “altri ufficiali di gara”. Più nel dettaglio, come si legge nel dispositivo, la regola al comma 7 prevede che qualora uno o entrambi gli assistenti non possa o non possano continuare la loro funzione, “l’arbitro provvederà alla sostituzione con le modalità previste nel comma precedente”. Ovvero, proseguendo nella lettura del testo proposto dal giudice sportivo, “nelle gare per cui sia prevista la presenza dei tre ufficiali di gara, in caso di assenza di uno o entrambi gli assistenti, l’arbitro designato cercherà di reperire altro arbitro o due arbitri che possano sostituire l’assistente o gli assistenti assenti e, in ipotesi essi vengano reperiti, darà inizio alla gara all’orario ufficiale di inizio. Qualora l’arbitro designato non riesca a reperire altri arbitri entro l’ora ufficiale di inizio, dovrà dispensare dalla funzione l’assistente eventualmente presente, senza che lo stesso si allontani dal campo di gioco, avvalendosi di assistenti di parte forniti da entrambe le società ed in possesso dei requisiti previsti. Se nel corso della gara sopraggiungessero uno o entrambi gli assistenti designati, l’arbitro provvederà a sostituire gli assistenti di parte con quelli ufficiali”.

In definitiva secondo il giudice sportivo l’operato del direttore di gara è stato corretto, “nella misura in cui, non avendo immediatamente reperito altri arbitri ufficiali, ha sostituito quelli designati con quelli forniti dalle società, ma ha provveduto alla sostituzione di quest’ultimi una volta palesatasi la disponibilità di un arbitro ufficiale idoneo e in grado di sostituire quello designato infortunatosi”. E non ha importanza, ritiene ancora il giudice, se l’arbitro ufficiale presente in loco fosse o meno designato. Di qui il ricorso respinto e l’omologazione del 2-1 per la Spal Cordovado, che non trova assolutamente d’accordo la Juventina. “Sono davvero amareggiato, a questo punto considero il campionato falsato per quanto successo in quella partita – lo sfogo amaro del presidente biancorosso Marco Kerpan, anche in considerazione del fatto che il gol del successo della Spal fu contestato dalla Juventina proprio per un fuorigioco non ravvisato dalla nuova terna -. Questa decisione è un qualcosa di clamoroso, considerato che anche parlando con altri dirigenti o addetti ai lavori ho sentito pareri sempre favorevoli alla nostra posizione. Se una squadra è già salva e tranquilla, magari può anche passare sopra a certe situazioni, ma noi ora ci troviamo in piena lotta per la salvezza”. Kerpan fa sapere che con ogni probabilità la vicenda si chiuderà così, senza ulteriori ricorsi da parte di una Juventina che vuole evitare di vivere lunghe attese per una giustizia a suo dire non rispettata, ma l’episodio potrebbe segnare il futuro biancorosso. “Dopo oltre 25 anni di presidenza – confida Kerpan – situazioni come questa mi fanno venire voglia di prendere in considerazione altre strade al di fuori del calcio”.

Non c’è peraltro solo l’esito negativo del ricorso a rendere amaro il boccone biancorosso. Il giudice sportivo ha anche sanzionato la Juventina con un ammenda di 150 euro per gli “epiteti ingiuriosi”, come si legge nella sentenza, rivolti dal pubblico di casa alla terna arbitrale durante e al termine della partita contro la Spal Cordovado. “Una beffa oltre l’ingiustizia – il commento del presidente Kerpan -. I tifosi hanno solo sfogato tutta la loro delusione per quanto era accaduto nel corso della partita, non è possibile che alla fine a pagare siano sempre le società, malgrado le decisioni o i comportamenti degli arbitri”.

Facile pensare che dell’episodio si continuerà a parlare ancora a lungo, a Gorizia ma non soltanto. Anche se a Sant’Andrea si augurano di poter archiviare il caso a fine stagione, a salvezza magari conquistata, come un incidente lungo il percorso.