di Marco Bisiach

Chissà, potrebbe esserci un prima ed un dopo la partita di domenica scorsa contro il Tamai allo stadio “Bearzot”, per la Pro Gorizia. Un prima fatto di una squadra ancora alla ricerca di un’identità, che non riusciva a sbloccasi e temeva una stagione nuovamente in bilico tra la speranza e la sofferenza come quella passata. E un dopo che, invece, presenta una squadra più sicura dei propri mezzi, attrezzata e decisa.

Perchè è innegabile che quanto visto nell’1-0 firmato da Sory Dembele contro il Tamai è stato significativo. Certo, i pordenonesi stanno attraversando un momento difficile e non proprio fortunato, e questo può aver inciso sul risultato, almeno in parte. Ma la Pro Gorizia ha lasciato un’impressione di maturità anche al di là dei tre punti raccolti per la prima volta tutti assieme in questa stagione.

Non può mai bastare un solo tassello, un solo elemento a fare tutta la differenza. Però l’arrivo (o meglio il ritorno) di Luca Piscopo nel cuore della difesa può rappresentare un’eccezione. Dal punto di vista tecnico, certo, ma ancor prima dal punto di vista psicologico. La sua esperienza e la sua mentalità hanno immediatamente dato altra sicurezza al reparto, la sua leadership si farà sentire nello spogliatoio. E non dimentichiamoci di Eric Pagliaro, giocatore in grado di spaccare le partite dal punto di vista fisico e tecnico, ma anche nome importante nel panorama del calcio dilettantistico regionale.

Cosa significa? Che la Pro Gorizia, negli ultimi anni chiamata a schierare giovani e giovanissimi elementi per lo più sconosciuti (per quanto anche validi) pescati dal mercato sudamericano o in giro per l’Italia, sta tornando ad essere più immediatamente riconoscibile e magari “attrattiva” anche per i giocatori di casa nostra. Basterà questo a far svoltare del tutto la stagione, e proiettare nuovamente i biancoazzurri nelle zone più tranquille della classifica d’Eccellenza? Presto per dirlo, ma la sensazione è che possa essere un po’ alla volta così.

Pubblicità 00:00 Scopri di più