Borsoni riempiti con escrementi e striscione polemico al campo sportivo
Non più tardi di due mesi fa, il team della Bassa aveva vinto la Seconda Categoria dominando il campionato
Riproduzione vietata ©
Stanno girando vorticosamente nelle varie chat legate al calcio dilettanti in Friuli Venezia Giulia immagini decisamente inequivocabili. Fuori dal campo sportivo di Aquileia, sono immortalati i borsoni dei tesserati con tanto di escrementi al loro interno. E, appeso alla recinzione, c'è uno striscione che recita: "Se non le riempite voi, le riempiamo noi".
L'oggetto della protesta? La mancata corresponsione dei rimborsi previsti e pattuiti.
Non più tardi di due mesi fa, l'Aquileia aveva concluso in carrozza il girone C di Seconda Categoria FVG, dominando la stagione e conquistandosi il salto di in Prima Categoria. Ventuno vittoria stagionali, due sole sconfitte, il miglior attacco del torneo: la squadra della Bassa era apparsa come una schiacciasassi.
Fin qui, tutto bene.
Poi, succede che mister Paolo Trentin, nonostante l'ottima stagione, si accasa alla Virtus Corno 1929: il comunicato ufficiale del team della famiglia Libri è di un mese fa. E i dubbi iniziano a serpeggiare. Di solito, non si cambia la squadra che vince.
Ammesso che vincere in questo modo rientri nei canoni dell'equità competitiva di un campionato di Seconda Categoria.
La manifesta protesta dei tesserati verso la società che, nell'ultima stagione, è arrivata a supportare il progetto sportivo aquileiese, ha sdoganato il problema.
Un paio di settimane fa, lo stesso Ermes Canciani, presidente del comitato regionale della LND del Friuli Venezia Giulia, aveva ribadito un concetto che, invero, ha sempre sottolineato: rimborsi eccessivi (promessi e spesso non mantenuti), procuratori, giri di denaro.
Quando si parla di sistema calcio che non funziona, prima ancora di guardare al vertice nazionale che non ottiene risultati, forse sarebbe il caso di sistemare le evidenti lacune strutturali della base.


















































