di Marco Bisiach
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Più che per i numeri, le statistiche, i freddi dati nero su bianco, la stagione 2025/2026 della Juventina di Sant’Andrea sarà ricordata per le emozioni, e per uno spazio libero in meno nella bacheca societaria. É stata, semplicemente, la miglior stagione di sempre in Eccellenza per la “Juve”, e trattandosi della massima serie del calcio dilettantistico regionale e anche la categoria più elevata mai frequentata dai goriziani, è stata di fatto la miglior stagione della storia della Juve, alla soglia dell’ottantesimo compleanno.
Ed è stata anche e soprattutto l’annata della Coppa Italia d’Eccellenza, il trofeo conquistato sul campo di Gemona che è diventato il più pesante, brillante e prestigioso nel palmares della società di via del Carso guidata dal presidente Marco Kerpan.
Detto questo, è interessante come sempre, oltre che curioso, andare ad analizzare un po’ anche le cifre che hanno caratterizzato questa cavalcata a lungo straordinaria. La Juventina si è piazzata alla fine al settimo posto della classifica, a pari punti con una “big” come il Chions, reduce dalla Serie D, e anche a causa di una flessione nel finale di stagione quando ormai gli stimoli erano pochi e le energie ancor di meno, considerati i tanti infortuni che hanno costretto i biancorossi ad un turnover limitatissimo.
Cinquantadue sono stati i punti raccolti in 34 giornate, frutto di un bilancio in perfetta parità tra vittorie e pareggi, 13 in entrambi i casi, ai quali vanno aggiunte 8 sconfitte. Quarantadue sono stati i gol fatti, trentanove quelli subiti.
A questo bilancio non si può non affiancare però quello del cammino in Coppa, visto l’esito storico e festoso. Nel gruppo E, quello della prima fase, la Juventina è passata come una delle migliori seconde, con 3 punti, alle spalle del Fontanafredda: una vittoria e una sconfitta, con cinque gol fatti e due subiti.
Poi sono arrivati l’1-0 in casa del Fiume Veneto Bannia nei quarti di finale, il 4-0 al Tamai nell’andata della semifinale che ha reso indolore il ko per 3-2 nel ritorno, e soprattutto il 2-0 alla Sanvitese nella finalissima di Gemona. Che, oltre al trofeo, ha regalato anche il pass per la fase nazionale, fermatasi solo ai quarti di finale con il 2-1 patito ad Alessandria. Un tanto che è già un gran pezzo di storia biancorossa.


















































