di Francesco Tonizzo
Il calcio dilettantistico, quello vero, non è fatto di lustrini e riflettori, ma di polvere, tacchetti e cuori che battono all’unisono con il campanile del paese. E oggi, domenica 10 maggio 2026, quel battito si fa assordante. Siamo arrivati all’ultimo atto di questo splendido e tormentato girone unico di Eccellenza Friuli Venezia Giulia.
Diciotto squadre hanno sudato per mesi, dalla Pedemontana alla Bassa, passando per i campi di confine e le piazze storiche del nostro pallone. Oggi non si scherza più. Il cronometro corre veloce e la classifica non ammette più alibi. C’è chi sogna la Serie D, quel paradiso che dista novanta minuti di pura adrenalina, e chi invece guarda con terrore all’inferno della Promozione, cercando di aggrapparsi con le unghie e con i denti a un play-out salvifico o a una salvezza diretta che avrebbe il sapore dell'impresa.
I campi del Friuli oggi parleranno una lingua antica, fatta di passione e di quell'orgoglio che solo chi vive il calcio dei dilettanti può capire. Che sia per chi è impegnato nell'ultimo sforzo in chiave promozione o nelle sfide infuocate per evitare la retrocessione, ogni pallone peserà come un macigno.
Il piatto forte di questa domenica è un incrocio di destini che farebbe tremare i polsi anche ai veterani più scafati.
Al "Bottecchia" va in scena la madre di tutte le partite: Pordenone contro UFM. Da una parte i ramarri, che hanno ricostruito un sogno mattone dopo mattone, dall'altra i cantierini di Monfalcone, che arrivano con un punto di vantaggio e due risultati su tre a disposizione. È uno scontro frontale, un duello rusticano dove la tattica lascerà presto il posto ai nervi e al cuore. Se l'UFM tiene botta, vola in D; se il Pordenone mette la freccia, si riprende la storia.
Ma occhio, perché dietro l'angolo, al Beltrame di Mortegliano, c'è il "terzo incomodo" che non vede l'ora di scompaginare i piani di gloria altrui. Il LME, appaiato al Pordenone a quota 65, riceve un Fontanafredda che non ha nessuna intenzione di fare la comparsa o la vittima sacrificale. Se al "Bottecchia" dovesse finire in parità e i ragazzi di mister Andrea Barbieri dovessero sbarazzarsi dei rossoneri, allora sì che il finale diventerebbe un thriller vietato ai deboli di cuore, con un clamoroso sorpasso proprio sul filo di lana o la necessità di uno spareggio.
È il bello del nostro calcio: nulla è scritto finché l'arbitro non fischia tre volte. Sarà una domenica di radioline accese e sguardi che corrono da un campo all'altro.
E come se non bastasse il pathos che si respira sui gradoni, c'è un motivo in più per non staccare gli occhi dal rettangolo verde. Per chi non potrà essere fisicamente al Bottecchia o a Mortegliano, la giostra di emozioni della nostra Eccellenza entrerà direttamente negli schermi e devices di tutti gli appassionati. A partire dalle ore 15.50, l'ultima giornata di campionato sarà seguita in diretta dalla piattaforma digitale multimediale CalcioFVGlive, anche sul Canale 77 del digitale terrestre. Sarà una staffetta di gol raccontati e di e palpitazioni, per raccontare minuto per minuto chi festeggerà il salto di categoria e chi dovrà leccarsi le ferite. Incrociando la trama della domenica calcistica con la super-sfida Cavazzo v Real Imponzo e Cadunea, la classica per eccellenza del Campionto Carnico, che oggi vive la sua prima giornata della stagione 2026.
Inoltre, occhi e orecchie sono puntati su San Martino di Lupari, dove il San Luigi sfida il Maia Alta Obermais nello spareggio per guadagnarsi i play-out salvezza in serie D ed evitare la retrocessione in Eccellenza.
Il grande spettacolo del calcio regionale è pronto a servire il suo verdetto finale.



































