di Marco Bisiach
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Oltre un mesetto fa, nel giorno del derby goriziano, non si sono fatte male a vicenda, spartendosi la posta nello 0-0 del campo di via del Carso che diede inizio alla serie positiva dei biancoazzurri. Ora, Pro Gorizia e Juventina tornano a riscoprirsi possibili alleate oltre che cugine e storiche avversarie, perché il calendario alla ripresa delle ostilità dopo la sosta pasquale propone un turno che incrocia i destini delle due goriziane.
La Pro Gorizia è impegnatissima nella corsa salvezza che fino a non molto tempo fa pareva quasi disperata, e che oggi invece è completamente riaperta. La Juventina non ha più molto da chiedere alla sua stagione se non un piazzamento il più nobile possibile, in linea con un’annata indimenticabile, la migliore di sempre dalle parti di Sant’Andrea.
Per inseguire il suo sogno e il suo obiettivo, quello di restare nella Serie A dei dilettanti, la Pro deve continuare a fare quello che ha fatto per tre volte di fila prima della sosta, ovvero vincere, e questa volta servirà un’autentica impresa sul campo di una big come il Muggia 1967, domenica alle 16.
Nel frattempo, però, un aiuto potrebbe arrivare proprio dalla Juventina, che invece giocherà in casa con tanta voglia di dimenticare le amarezze dell’ultimo periodo ospitando il Fiume Veneto Bannia, la squadra che oggi occupa la prima posizione in zona salvezza e che potrebbe essere risucchiata proprio dal trenino di cui fa parte la Pro Gorizia. Non sarà facile, per i goriziani, battere i pordenonesi, soprattutto a causa delle tante assenze imposte dal giudice sportivo, che ha lasciato a lungo ai box Edison Hoti, mister Daniele Visintin e Simone Del Mestre. Ma se in via del Carso i biancorossi centrassero un’altra prova da grande squadra come quelle tante volte messe in mostra quest’anno, i cugini biancoazzurri potrebbero davvero iniziare a vedere più vicina la salvezza.
Poi, ovviamente, c’è la regina, l’Ufm. Che riprende la sua volata verso il titolo e verso il salto in Serie D. Avversario di giornata, in trasferta, la Pro Fagagna, che non è ancora salva e che quindi venderà carissima la pelle. Una sfida del tutto simile a quella che affronteranno gli avversari diretti della Lme (contro il Rive d’Arcano Flaibano) e del Nuovo Pordenone 2024 (contro la Sanvitese). Chi si ferma è perduto.


















































