Siamo quasi all’ora di gioco e tra Ampezzo e Ardita regna l’equilibrio. Siamo sul punteggio di  1-1 e entrambe le squadre vogliono questa vittoria per festeggiare un’agognata salvezza. Ma all’improvviso arriva la giocata che spezza questo equilibrio. Bel filtrante per lui, Mirco Burba, si aggiusta il pallone, si allarga leggermente sulla destra e poi all’improvviso lascia partire questo diagonale dove l’estremo ospite non può nulla. Parte l’urlo dei tifosi di casa, Mirco si gira ed esulta come lo fa uno che ha fame, uno che non gli piace perdere. Proprio lui, un segno del destino. Come proprio lui aveva calciato quell’ultimo rigore nella finale di Coppa di Categoria, con quel pallone che ha accarezzato la parte bassa della traversa per poi scendere in rete e far esplodere di gioia i sostenitori dell’Ampezzo. Un gol quello trovato ieri e un esultanza liberatoria. Una stagione partita con ben altri obiettivi ma che ha incontrato qualche difficoltà di troppo nel loro cammino che l’hanno all’improvviso complicata. E allora solo un vincente la può risolvere e sistemare. In coppa e in campionato. Un gol che potrebbe valere una stagione intera. Una salvezza cercata e voluta. Per lui che ha esordito proprio in maglia biancorossa giovanissimo a 16 anni. Lui che con la maglia del Cavazzo ha vinto tutto ciò che si poteva vincere tra scudetti, Coppa Carnia, Supercoppa. Ora ci aggiungerà la Coppa di Categoria, una promozione dalla terza alla seconda con l’Ampezzo, uno spareggio salvezza.  Gli manca solo la coppa delle coppe e lui vuole anche quella. Non si vuole accontentare. Dopo tutto quel giro, con una parentesi nella Bujese, da dove ha iniziato intende finire. Vent’anni di calcio dei “grandi”. Con una passione smisurata per il calcio. Forse poteva puntare a qualcosa di più, ma il richiamo del Carnico è troppo forte. Il Carnico per molti e divertimento e casa. Per lui è così. Con quella fascia di capitano a casa sua. Un sogno per molti. E vuole continuare. Magari un sogno ancora ce l’ha: riportare l’Ampezzo in quella prima categoria dove manca da parecchio. Ricalcando il glorioso passato di questa squadra. Lui, Mirco Burba.

..SULLA PARTITA

“La partita per noi era una finale perché noi dovevamo assolutamente vincere. Ci aveva fatto un bel discorsetto Alberto (il mister) e in settimana anche la società ci aveva fatto una bella ramanzina chiedendo di tirare fuori tutto ciò che avevamo.”

…STAGIONE E GRUPPO

“Sulla stagione posso dire che sicuramente poteva andare molto meglio. Abbiamo buttato via tanti punti da squadra diciamo inesperta. Anche perché c’è un gruppo fantastico e diciamo quasi meglio di quello che c’era a Cavazzo”.

…IL FUTURO

“Innanzitutto spero di riuscire a portare a casa la salvezza, perché ancora non siamo salvi matematicamente. Poi voglio portare a casa anche la Coppa delle Coppe, quello è chiaro. Perché come ben sai sono un vincente!”