di Marco Bisiach
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D’accordo i due cartellini rossi che, peraltro in momenti topici del match, hanno inevitabilmente fatto svoltare dalla parte avversa alla Juventina la sfida interna contro il Muggia 1967. Ma mister Daniele Visintin, allenatore dei biancorossi goriziani, non si aggrappa solo a questa possibile attenuante nell’analizzare una sconfitta dolorosa ma piuttosto chiara.
Con grande senso di autocritica, l’allenatore goriziano invita i suoi a cambiare passo. Mentalmente ancor prima che con le gambe, i polmoni, la tecnica. “La verità è che al di là degli episodi sfavorevoli, siamo partiti male contro il Muggia 1967 – dice -. La sconfitta è meritata, lo dico subito, e credo che per fare un campionato con un certo tipo di ambizioni dobbiamo cambiare atteggiamento. Siamo stati presuntuosi, magari anche per colpa mia. Ma dobbiamo cambiare, darci una registrata, i ragazzi devono capire cosa significa giocare una partita di Eccellenza a questi livelli”.
Le due espulsioni di Jacopo Grion e Gioele Russian, ad ogni modo, non hanno convinto affatto Visintin. “L’arbitro è stato troppo permaloso a mio giudizio, con il massimo rispetto – spiega l’allenatore -. Noi abbiamo sbagliato, perché anziché protestare bisogna pensare a giocare, a pressare gli avversari, a fare le cose meglio. Però, soprattutto in occasione del secondo rosso, credo che il direttore di gara abbia pasticciato un po’, e la situazione poteva essere gestita con maggiore buon senso”.
La Juventina in dieci uomini non ha smesso di lottare, ma questo non è bastato a portare a casa qualche punto. “Di buono c’è che siamo rimasti in partita, abbiamo realizzato il 2-1 e continuato a spingere – conclude Visintin -. Però va detto che abbiamo regalato il terzo gol quando invece serviva tenere duro, e una volta in nove la situazione era ormai disperata. C’è poco da girarci attorno, bisogna fare di più”.


















































