di Alessandro Craighero

Riproduzione vietata ©

 
 

Un percorso esaltante ma allo stesso tempo beffardo: è stato quello della nazionale femminile di mister Soncin, che è stata davvero ad un passo dallo scrivere la storia nei recenti europei disputati nella vicina Svizzera. Il goal al 97' dell'inglese Agyemang ha interrotto il sogno di un intero popolo, quello di Kelly al minuto 119 ha definitivamente spezzato via ogni speranza per la nostra selezione azzurra. Resta comunque la soddisfazione per aver raggiunto la semifinale continentale dopo 28 anni ma un epilogo del genere non può che essere sinonimo di rammarico. Come detto, le nostre azzurrine sono state guidate da mister Andrea Soncin, che nel proprio staff ha deciso di avvalersi di un friulano DOC come Alessandro Fabbro. Quest'ultimo, nato a Cormons (Go) ma originario di Corno di Rosazzo (Ud), ricopre attualmente il ruolo di vice allenatore della nazionale femminile U23, ma grazie alle proprie qualità è stato aggregato alla spedizione svizzera.

Alessandro Fabbro ha terminato da pochi anni un'ottima carriera da calciatore, nella quale è riuscito a mettersi in mostra in palcoscenici importanti come la serie cadetta, vestendo con ottimi risultati la maglia dell'Avellino. Difensore centrale, dotato di grande fisico e senso di posizione, Fabbro ha spiccato il volo nel professionismo dopo aver vestito la maglia di quell'Itala San Marco che ad inizio del nuovo millennio si apprestava a diventare grande. Da calciatore la caratteristica principale è stata senza dubbio quella di saper comandare al meglio la difesa, come ricordato da Luigi Murciano giornalista de Il Piccolo. La mente storica della società gradiscana ha ricordato quando il compianto tecnico Agostino Moretto, ai tempi della serie D, preferì il sopracitato Fabbro al ben più famoso Aldo Firicano (ex tra le altre di Cagliari e Fiorentina) nel ruolo di difensore centrale, ritenendolo più adatto a "comandare" il reparto.

Foto fornite da Alessandro Fabbro.