di Mattia Piovesan

Giocare contro le professioniste: ormai il settore giovanile del Montebelluna ci è abituato. Quello a cui ha partecipato l’u13 dei mister Girgenti e Garoni non era però un torneo come gli altri: il 22° memorial Flavio Protti fa alzare molto l’asticella, e la squadra ha performato benissimo nonostante la classifica tragga in inganno.

Al torneo partecipavano u13 professionistiche e u14 dilettanti, con qualche eccezione come quella del Montebelluna – u13 dilettanti, e questo gli rende ancor più onore –. 36 squadre in tutto, molte del seguente calibro: Arsenal, Inter, Milan, Fiorentina, Malmö, Juventus, ecc, ecc. La formula scelta è stata un misto tra la nuova Champions League e quella vecchia, con una serie di gironi che permettevano di confluire nel maxi-girone unico di 16 squadre che si sarebbero giocate la prima posizione.

Ebbene, Montebelluna non è rientrata in quel maxi-girone – rientrarci avrebbe significato fare una sorta di miracolo –, ma non ha mai sfigurato dinanzi a nessuno. Lo testimoniano la vittoria contro la Pro Sesto ma anche la sconfitta di misura, 2-0, con la Juventus, il pareggio con il Malmö e le vittorie contro Vis Pesaro e Project RS che congelano la classifica. Alla fine, il torneo la squadra lo conclude 21° su 36: un risultato niente male considerate le avversarie. Va riportato anche che la squadra ha giocato quasi sempre su campo in erba sintetica, cosa che nelle zone venete non si è abituati a fare.

Che Montebelluna fosse una squadra sempre temibile a livello nazionale lo si sapeva. Un elemento che spicca in questa u13 nello specifico, però, è l’abnegazione, la serietà e la voglia di performare, unite al rispetto per l’ambiente ospitante: valori che aiutano a far crescere il gruppo come calciatori, ma soprattutto come uomini. Se c’è una cosa certa che da questo torneo Montebelluna è riuscita a veicolare è, ancora una volta, l’alta considerazione in cui deve sempre essere tenuta la squadra veneta, in grado di lustrare sé stessa, certo, ma anche il territorio.