di Mattia Piovesan
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La squadra, che milita nel girone C di Promozione, ha deciso per il cambio di allenatore: fuori Alessandro Tamai, in testa alla squadra gialloblu da ben cinque anni. Aveva guidato i suoi giocatori dall’Eccellenza, prima al girone B, poi al C, da cui si era retrocessi in Promozione nel 21/22 e lì si è rimasti. La società avrebbe preferito una nuova conferma nel salto di categoria, cosa che non è ancora giunta.
Nel momento di cambio girone, al C in Eccellenza – oggi inesistente – Martellago era retrocesso da terzultimo, non riuscendo ad agguantare i playout contro Caorle la Salute, sopra di sette. Al primo anno di Promozione, il sesto posto non permette a Tamai di agguantare i playoff, e per uno scherzo del destino ancora un sesto posto l’anno successivo mette in replay la stagione precedente. Come nel caso della retrocessione, anche in questo il cambio di girone – quest’anno Martellago si è giocato il girone C di Promozione e non il D come era stato fino a prima – fa cambiare qualcosa: nono posto, peggio di prima con più squadre.
Questi forse un po’ i motivi per cui Tamai è stato esonerato. La fiducia al mister era sempre stata rinnovata, ma emerge chiaramente un pattern che non è stato portato a termine come si sarebbe voluto: Martellago è stato anni in Eccellenza, e lì vuole tornare a stare. 9 vittorie, 15 pareggi e 6 sconfitte, con 45 gol segnati ma 42 subiti, sono un rendimento altalenante da posizione mediana in classifica, dove del resto Martellago ha chiuso il suo campionato.
Ora, quindi, si ricomincerà dalla stessa categoria, ma con ambizioni differenti. Chiunque arriverà sarà un allenatore che dovrà mettersi in gioco e spendersi per riportare i gialloblu dove meritano: il cambio non potrà che portare aria nuova e frizzantezza in un ambiente che, dopo molto tempo, forse aveva davvero bisogno di una scossa.


















































