Riproduzione riservata ©
In queste prime venti giornate c’è un solo calciatore dell’Udinese che ha superato i 1.700 minuti giocati: si tratta di Jesper Karlström. Il mediano svedese, arrivato in estate a Udine dal Lech Poznan su richiesta esplicita di mister Kosta Runjaic, è diventato fin da subito il punto di riferimento del centrocampo bianconero. Fatta eccezione per la prima gara a Bologna, in cui è subentrato al 13’ della ripresa e per le sfide con Inter, Milan ed Hellas Verona in cui è stato sostituito nell’ultimo quarto d’ora, il centrocampista originario di Stoccolma classe ’95 è sempre rimasto in campo. E non è un caso.
Chiamato a sostituire Walace, rientrato in patria a giugno dopo cinque anni di onorato servizio in Friuli, Karlström si sta rivelando l’elemento che maggiormente è in grado di garantire equilibrio alla squadra, intervenendo con efficacia anche in fase difensiva, quando necessario. Divenendo di fatto un difensore aggiunto in alcune circostanze, come accaduto nel primo tempo con il Genoa quando i bianconeri rimasero in inferiorità numerica per l’espulsione di Isak Tourè. Ecco perché, tra tutti, Jesper è forse da considerarsi il calciatore “insostituibile” dell’Udinese. E il fatto che attualmente sia in diffida – a Verona è arrivato il quarto giallo dopo quelli con Inter, Venezia e Monza – rappresenta una “variabile” in più da considerare in casa bianconera in vista delle prossime gare.
Nel frattempo i numeri parlano di un impatto decisamente positivo del nazionale svedese sul campionato, per essere al primo in Serie A. Anche contro l’Atalanta, nei 97 minuti in cui è rimasto in campo, ha gestito 48 palloni: 87 per cento i passaggi riusciti (di cui 11 in avanti), 4 i recuperi e oltre 12 i chilometri percorsi in campo. La visione di gioco, la pulizia negli interventi e quella sicurezza che è in grado di assicurare nel mezzo completano il profilo di un centrocampista estremamente duttile, che ben si integra con la fisicità di Martin Payero e con la propensione offensiva di Sandi Lovric. Un “leader silenzioso” che sta contribuendo in maniera importante ai risultati positivi dell’Udinese.
(foto Petrussi)































