di Marco Bisiach
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La sosta invernale e l’inizio dell’anno nuovo hanno portato una novità importante e per certi versi inattesa sull’Isola del Sole. La Gradese ha deciso di cambiare allenatore, salutando mister Manuel Sateri e affidando la panchina a quel Fabricio Nunez che già da qualche tempo aveva affiancato proprio Sateri nel lavoro alla guida dei “mamuli”, e che è un grandissimo ex in laguna. Diego Marchesan, anche lui come Nunez reduce dall’esperienza all’Isonzo in Prima categoria, è invece il nuovo vice allenatore della Gradese.
Pur lontana in classifica dalle migliori, la Gradese arriva da cinque risultati utili (di cui 4 vittorie) prima della sosta, e sembra avere la possibilità di cambiare marcia nella seconda fase della stagione. Una prospettiva che ora verrà esplorata appunto da Fabricio Nunez, ex allenatore dell’Isonzo che racconta così i suoi primi giorni da capo allenatore della Gradese.
“Io calcisticamente si può dire che sono nato a Grado, ho fatto una lunghissima esperienza qui e poi sono andato a vivere altrove nuove avventure sportive, con il pensiero che sarei tornato a dare una mano quando ci fosse stata l’occasione – racconta -. Ed eccomi qui adesso, in un momento delicato per quella che è e rimane una società storica del nostro calcio. Per questo più che fare calcoli e fissare obiettivi dico che tutti noi che facciamo parte del mondo Gradese dobbiamo renderci conto della fortuna che abbiamo e della responsabilità che abbiamo: serve fare tutto il possibile per riportare in alto una società così ricca di storia e tradizione”.
Di contro c’è da registrare la comprensibile amarezza del mister uscente, Manuel Sateri che non si aspettava questo epilogo. “Non so dire cosa sia successo di preciso, i risultati iniziavano a premiare il nostro lavoro, e credevo di continuare – racconta -. Dispiace umanamente, anche perché ero tornato a Grado dopo l’esonero dell’anno scorso proprio per dare una mano, ricostruire. Se la volontà della società era questa, magari poteva comunicarmela prima. Ma sono cose che fanno parte del mondo del calcio e devo accettarle”.

































