di Marco Fachin

Riproduzione vietata ©

Nonostante i comunicati che negavano l'esonero, emessi nel pomeriggio, si è conclusa nella serata di martedì 7 gennaio la seconda avventura di Alessandro Lenisa sulla panchina del Chions.

Dopo una giornata caotica in casa gialloblu, con riunioni, fughe di notizie e conseguenti smentite, alla fine la decisione sull'allenatore trevigiano è stata presa dal board del Club pordenonese.

Il mister paga lo scarso rendimento dei suoi, culminato con il 5-0 patito domenica, nella prima giornata del girone di ritorno, nello scontro salvezza contro la Real Calepina.

In generale però il trend della squadra sino a qui è stato ben al di sotto le aspettative, visti anche i grandi investimenti fatti soprattutto a campionato in corso.

Penultimo posto per i gialloblu con 14 punti, che significherebbe a ora retrocessione diretta in Eccellenza, frutto di 3 vittorie, 5 pari e 12 sconfitte, con soli 17 goal fatti e 34 subìti (penultima difesa del torneo).

Vari gli stop dolorosi e penalizzanti nella corsa alla salvezza, a partire da quello interno contro il Lavis fanalino di coda, le due contro la Real Calepina e la battuta d'arresto di Lignano prima di Natale (lì fu preoccupante anche la prestazione).

Per questo la dirigenza gialloblu ha optato dunque per l'esonero, per provare a dare una scossa e un'inversione di tendenza a un cammino che apparirebbe altrimenti segnato.

Assieme a Lenisa è stato sollevato dall'incarico anche il vice Raffaele Ametrano. Massimo riserbo su chi potrà essere il successore del tecnico di Vittorio Veneto.

Le opzioni sono varie, dai ritorni di Andrea Barbieri e Fabio Rossitto, a nomi nuovi come quello di Max Rossi, già accostato ai pordenonesi in estate, ma non si escludono sorprese.