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Sono passati circa due mesi dalla sfida al Gewiss Stadium tra Atalanta e Udinese, ma il rammarico per la sconfitta (2-1) risuona ancora chiarissimo nelle menti e negli occhi dei bianconeri. Protagonisti di una prestazione di altissimo profilo – forse la migliore dell’andata -, i ragazzi di Kosta Runjaic sono stati condannati dagli episodi.
In primis, è stato Marco Di Bello a rovinare il lunch match dei friulani. Al secondo minuto un evidente fallo di mano in area di Isak Hien non è stato ravvisato dal direttore di gara, né da Federico La Penna, in postazione Var. Anche la rete annullata al 26’ sempre del primo tempo a Keinan Davis – che potrebbe rientrare proprio sabato per sostituire lo squalificato Lorenzo Lucca – per un fallo su Marten De Roon ha destato più di qualche perplessità in casa bianconera. Amarezza annullata in parte dalla rete siglata da Hassane Kamara al termine della prima frazione. A rovinare, però, definitivamente la domenica, ci ha pensato al 60’ l’autogol di Isak Tourè, davvero sfortunatissimo nell’occasione.
Insomma di motivi per presentarsi al Bluenergy Stadium agguerriti come non mai ce ne sono diversi. Oltre al “velenoso” precedente con la Dea, si aggiungono anche i due pareggi consecutivi con Torino ed Hellas Verona, al termine di prestazioni che facevano presagire esiti molto più importanti. Con i granata, infatti, l’Udinese era in vantaggio per 2-0 a inizio ripresa, salvo poi farsi rimontare (2-2 il finale), mentre al Marc’Antonio Bentegodi ha disputato gli ultimi 25 minuti in superiorità numerica senza però riuscire a violare la porta difesa da Lorenzo Montipò.
Tutti errori da non ripetere sabato contro il team di Gian Piero Gasperini, in piena lotta per il titolo, forte dei suoi 41 punti conquistati in 18 gare (i nerazzurri recupereranno il match con la Juventus martedì alle 20.45). Ma la storia racconta che sono proprio le sfide “impossibili” a esaltare maggiormente Thauvin & co.
(foto Petrussi)































