di Marco Fachin
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Togliersi una nomea non è mai semplice. Tanto meno lo è in un mondo come quello del calcio, dove - a parte in rari casi - gli eventi e i ricordi negativi tendono a pesare più di quelli positivi.
Ci possono volere anni, o meglio stagioni, per levarsi di dosso un'etichetta che magari è stata affibbiata per sbaglio o in maniera superficiale.
Succede per le squadre, gli allenatori e anche per i giocatori, con gli attaccanti che non fanno certo eccezione. Anzi, sono proprio le punte le più colpite da questo sottile gioco al massacro.
È anche normale, dato che il calcio vive proprio di e per il goal. Un esempio lampante di vittima della pratica descritta poc'anzi è Gianluca Ciriello.
Per anni la punta triestina è stata prima etichettata come inadatta a giocare al centro dell'attacco (dato che nasce come ala negli anni giovanili del San Luigi).
Poi, una volta sfatato questo mito, ne è arrivato un altro, e cioè che fosse un attaccante valido solo per l'Eccellenza FVG - anzi, un vero e proprio top player per l'elite regionale - ma non abbastanza valido per Serie D.
Già nell'ultima stagione passata in Interregionale, la 2022/23, il classe 1993 aveva provato a smentire questa diceria su di lui, tanto che i goal realizzati a fine annata furono 8.
Non proprio un bottino da nulla, dato che servirono a salvare il Torviscosa, ma la decisione di scendere di categoria l'anno successivo sembrava dar ragione ai critici.
E invece, dopo un' altra annata incredibile, con la vittoria di campionato, fase regionale della Coppa Italia Dilettanti e oltre 30 reti segnate, ecco che Ciriello si è di nuovo affacciato al palcoscenico dell'Interregionale, e questa volta vestendo i panni del protagonista.
Al giro di boa infatti il triestino guarda tutti dall'alto nella classifica dei bomber del girone C, con i suoi 12 centri realizzati.
Numeri importanti, se si pensa che sono stati messi in fila per ora top player della categoria come Cristian Pasquato (11), Giacomo Marangon e Grasjan Aliu (entrambi a 9), o sorprese come Alessandro Corti del Portogruaro (a quota 10).
Una rivincita importante a livello personale per il ragazzo, della quale sta ovviamente beneficiando al massimo il suo Club, il Brian Lignano.
Che se si trova in acque tranquille a metà campionato, lo deve anche (ma ovviamente non solo) ai goal del suo bomber, il quale sta un poco ripetendo il cammino (molto simile) che fece Valenta lo scorso anno a Chions, e che valse alla fine la salvezza per i gialloblu.


















































