di Marco Fachin
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Con la bella vittoria di Novara, ottenuta all'ultimo respiro nella scorsa giornata, la Triestina ha portato a termine un girone d'andata complicatissimo.
Alla fine gli alabardati hanno girato a quota 13 (14 sul campo, dato il punto di penalizzazione). Un risultato insperato solo 3 settimane fa, quando all'arrivo di Attilio Tesser l'Unione languiva all'ultimo posto con 6 punti, e si apprestava ad affrontare il difficilissimo trittico Padova, Vicenza e appunto Novara.
Invece sono arrivati 7 punti in 3 match, con la Triestina che ha anche lasciato l'ultimo posto, occupato ora dalla Clodiense con 10 punti.
Vero che i lagunari hanno una partita in meno, che recupereranno proprio mercoledì 18 nel rinnovato "Ballarin", ma l'avversaria sarà il Padova capolista. Difficile dunque pensare che gli uomini di Andreucci riescano a cogliere la posta piena, anche se si tratta di un derby.
Si vedrà ciò che accadrà a Chioggia, ma nel peggiore dei casi i granata potrebbero raggiungere la Triestina appunto a 13, e cioè la quota da cui l'alabarda deve ripartire ora con 270' decisivi per la sorte della sua stagione.
Troppo importanti le partite contro Arzignano e appunto gli scontri direttissimi contro le pericolanti Clodiense e Caldiero, per mettere in carniere dei punti fondamentali nella lotta salvezza.
All'andata la prima avversaria, battuta 3-0 al "Rocco" - diede l'illusione che sarebbe stata una grande stagione per gli uomini allora guidati da Santoni, mentre le altre due - con altrettante sconfitte rimediate -:segnarono l'apertura di una crisi che è parsa a lungo irreversibile e irrisolvibile.
Questa volta la musica dovrà essere per forza diversa, e se non dovesse essere percorso netto si dovranno conquistare almeno 7 punti su 9 (l'Arzignano, dal ritorno di mister Giuseppe Bianchini, ha un buon ruolino di marcia) per mettere sui binari giusti il cammino alabardato verso la salvezza.


















































