di Marco Bisiach

Dopo aver rischiato di fermarsi, magari anche solo per un anno sabbatico, come sappiamo la Gradese è ripartita. E lo ha fatto non solo iscrivendosi al nuovo campionato di Terza categoria – per la prima volta nella sua storia partendo dal gradino più basso del calcio dilettantistico regionale -, ma trovando anche la nuova guida tecnica. Per meglio dire, ritrovandola, visto che l’allenatore per la prossima stagione sarà quel Manuel Sateri che già recentemente aveva guidato i “mamuli” dell’Isola del sole e ora si è messo nuovamente a disposizione per dare il suo contributo in un momento sicuramente non facile nella storia della Gradese.

Lo spirito con cui tutti abbiamo iniziato è proprio questo: vogliamo cercare di dare una mano alla Gradese, e daremo tutto quel che potremo per far ripartire la società e la squadra – racconta Sateri, sintetizzando le sensazioni di questo “nuovo inizio” a Grado -. Tutti ci stanno mettendo del proprio, una parte del gruppo storico è rimasto, ragazzi nuovi arriveranno e penso ci manchino ancora almeno tre elementi per rendere la rosa il più possibile competitiva”.

Impossibile, o comunque superfluo, in questa fase, parlare di obiettivi precisi. “Non avrebbe molto senso, perché dobbiamo prima conoscere il volto definitivo del nostro gruppo, poi capire a che punto saremo arrivati, confrontarci con le avversarie e scoprire le nostre vere potenzialità – dice Sateri -. Nel calcio tutto può succedere, spesso la voglia del collettivo permette di raggiungere subito traguardi insperati, ma non credo che il primo obiettivo di questa Gradese sia pensare al vertice: noi dobbiamo gettare le basi per un progetto solido, riportare giocatori ed entusiasmo a Grado, e a quel punto iniziare la scalata verso categorie più importanti”.

La Gradese inizierà ad allenarsi il 22 agosto, e mister Sateri si dice estremamente flessibile per quanto riguarda l’identità da dare alla sua squadra. “Ogni allenatore ha le proprie idee, ma io preferisco lavorare in base ai giocatori che ho a disposizione, senza snaturarli – dice -. Per questo solo conoscendoli tutti e capendone le caratteristiche deciderò modulo e soluzioni tattiche”.