di Marco Bisiach

La resilienza è, dice il vocabolario, la “capacità di un materiale di assorbire un urto senza rompersi”, ma anche quella di un individuo o un gruppo di individui “di affrontare e superare un evento traumatico o un periodo di difficoltà”. Ecco perché mister Sante Bernardo ha scelto di usare questa parola per definire la caratteristica che è valsa alla sua Juventina la conquista della salvezza nel campionato di Eccellenza. Una salvezza storica, peraltro, perché è la prima volta nella sua storia lunga quasi otto decenni che la società di Sant’Andrea conquista due conferme di fila nella massima serie del calcio regionale.

Il perché del “la nostra grande forza è essere stati resilienti” pronunciato da Bernardo con orgoglio ai nostri microfoni dopo la vittoria in rimonta per 3-2 contro il Brian Lignano che ha coronato una settimana da tre successi in fila e blindato la conferma in categoria è presto detto. La Juventina ha affrontato una stagione per molti versi disgraziata, dalle prime gare interne giocate lontano da campo amico di via del Carso fino all’incredibile sequela di infortuni che ha tenuto fuori gente come Stefano Novati (per tutta la stagione) e Kevin Kerpan, il giovane portiere Edoardo Mecchia, il bomber Matteo Pillon, Riccardo Brichese, Gioele Russian, Andrew Agnoletti. Ma non solo. Come ha ricordato anche l’allenatore biancorosso, il capitano Marco Piscopo ha dovuto convivere per tutto il campionato con guai fisici, senza mollare mai, e anche Alessandro Zanolla ha giocato spesso e volentieri facendo ricorso alle infiltrazioni per superare il dolore alla caviglia infortunata.

Il gruppo è rimasto unito nei momenti difficili, resiliente appunto, e poi ha trovato energie e risorse per il colpo di reni nel finale di stagione, proprio come nello scorso campionato peraltro, e proprio a cavallo del derby con la Pro Gorizia. Tra le chiavi di volta, anche un colpo di mercato, quello che ha portato Gianpaolo Tuniz alla corte di Bernardo. E poi come sempre ci ha messo probabilmente lo zampino anche il destino, e lo ha raccontato il gol-salvezza di Gabriele Lombardi: punizione da calciare, mister Bernardo che sceglie di inserire proprio lo specialista che nel giro di trenta secondi passa dalla panchina all’esultanza, dopo aver realizzato il piazzato. Era scritto.

(Immagine in apertura tratta dalla pagina Facebook dell'Asd Juventina)