di Marco Bisiach

Il modo è stato il migliore possibile, di quelli che probabilmente tifosi, giocatori, dirigenti della Juventina avrebbero sognato alla vigilia. Perchè vincere un derby 3-2 all’ultimo minuto di recupero, in coda ad un match che era iniziato con lo svantaggio, proseguito con la rimonta e il sorpasso, e caratterizzato poi dalla sofferenza e dal pareggio subito, praticamente non ha prezzo. È il massimo a cui si può aspirare. Detto questo è chiaro che il successo sui cugini della Pro Gorizia è tanto pesante per le sorti della Juve in Eccellenza quanto non ancora decisivo, visto che contemporaneamente molte delle avversarie dirette nella corsa alla salvezza hanno fatto a loro volta bottino pieno. È il caso del San Luigi (corsaro in casa del Fiume Veneto Bannia) e dello Zaule Rabuiese (che ha sbancato il terreno del Rive d’Arcano Flaibano), ma pure del Calcio Maniago Vajont, che ha vinto come era prevedibile contro il fanalino di coda Spal Cordovado.

Ecco allora che serviranno altri punti e altri successi, alla Juventina di Sante Bernardo, che però riparte da questo derby vinto con un’iniezione di energia mica male. Perchè la partita, oltre ai tre punti, ha lasciato in dote tante altre cose. Lo spirito ritrovato del gruppo dopo il brutto ko di Fagagna, ad esempio. E chissà che questo successo in extremis non lo cementi ancor di più, dando la convinzione di poter far punti contro chiunque in questo finale di campionato. Poi le prestazioni dei singoli. Se il sempre positivo Pietro Tuan ha deciso il match (peraltro segnando con il piede sbagliato, di destro, lui che predilige il mancino), Mattia Specogna ha giocato un partitone e segnato un gol da antologia, e Marco Piscopo, il capitano, ha corso, lottato, segnato e regalato qualità per tutto il derby in barba a quel ginocchio sempre da gestire. Per una volta a secco Pierfrancesco Bertoli (fermato in due occasioni da un grande Gherardo Umari), il subentrante Gabriele Lombardi ha orchestrato il contropiede finale valso il 3-2.

Nel finale si è rivisto in campo pure il bomber Matteo Pillon, che, raccontano da Sant’Andrea, ha lavorato con determinazione feroce per esserci in questo derby, e pur magari a mezzo servizio nel finale di stagione ci sarà. Chissà che non possa arrivare anche dalla sua esperienza e dai suoi gol il colpo di reni decisivo per mister Sante Bernardo e la sua Juventina?