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di MASSIMO DI CENTA
Ancora un tuffo nel passato del calcio dilettantistico friulano, per conoscere più da vicino quei personaggi che nell’ambito sportivo hanno dato lustro alla nostra regione. Questa volta tocca ad Alberto Urban e nel suo caso la parola dilettante gli sta decisamente un po' stretta, perché la sua carriera poi è proseguita nel calcio professionistico anche a buoni livelli. Urban nasce il 17 giugno del 1961, in Francia, dove il padre era emigrato per motivi di lavoro. Tornato in Italia, a quattro anni, a Piedim, una frazione del comune di Arta Terme, suo paese di origine, muove i primi passi nel Real Imponzo Cadunea, squadra del campionato Carnico, fino all’approdo nel Tolmezzo, dove arriva a giocare in serie D fino al 1982, prima di passare alla Pro Gorizia, da dove spicca il volo verso il calcio professionistico, che lo vedrà vestire le maglie di Udinese, Cavese, Cosenza, Genoa, Triestina, Avellino, Turris fino al ritorno alla Cavese, dove chiuse la carriera da giocatore nel 1996. La sua avventura in serie A (stagione 1989/90) l’ha vissuta con la maglia del Genoa di Franco Scoglio, tecnico che ne apprezzava moltissimo le doti. A Scoglio, che pure era un cultore della tattica, piacevano molto i giocatori un po' anarchici come Urban e quando gli chiesero come avesse fatto ad inquadrarlo tatticamente rispose: « E’ un vagabondo in mezzo al campo, trova lui la posizione migliore dove giocare e a me sta bene così». Con la maglia rossoblu mette insieme 20 presenze e due reti, entrambe realizzate all’Atalanta, il 17 dicembre 1989. Centrocampista generoso, frizzante e con due piedini davvero niente male, forse non ha vinto molto nella sua carriera (da ricordare, però, alcune promozioni, per certi versi, storiche), ma ancora oggi ovunque sia stato viene ricordato con affetto e tanta stima e questa forse è una vittoria ancora più bella per Alberto Urban, carnico di Piedim.



































