di Barbara Castellini

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“Cosa siamo noi, solo diamanti grezzi”. Così cantava pochi giorni fa sul palco dell'Ariston la bellissima Clara. E lunedì sera all'Allianz Stadium anche l'Udinese ha riscoperto i suoi “diamanti grezzi”. Nella serata che non ti aspetti, quando la classifica trema e senza il capitano Roberto Pereyra, l'Udinese è riuscita a compiere la grande impresa, mandando in frantumi il sogno scudetto della Vecchia Signora. Novantacinque minuti di tenuta fisica, mentale, nervosa da applausi. Così come da standing ovation è il gol realizzato al 25' del primo tempo da Lautaro Giannetti. Nelle inedite vesti di “bomber” il difensore argentino ha regalato tre punti d'oro ai bianconeri.

La salvezza rimane un obiettivo ancora da raggiungere, ma con 22 punti in cassaforte e con all'orizzonte uno scontro diretto in casa contro il Cagliari (penultimo), la situazione appare decisamente meno “grigia”. Adesso, infatti, l'Udinese ha un vantaggio di tre punti sull'Hellas Verona terzultimo e ha superato Empoli (21) e Sassuolo (20), portandosi a una sola lunghezza di ritardo dal Frosinone. Improvvisamente si è riaccesa la luce in casa bianconera. Merito senza dubbio di mister Gabriele Cioffi che non ha mai smesso di credere nelle potenzialità dei suoi ragazzi, come ribadito proprio nel pre-gara (“non siamo venuti a scambiare le magliette e fare uno spettacolo da circo”, le sue parole). E, infatti, l'Udinese ha dimostrato di saper reggere il confronto con la seconda della classe, che proprio lunedì ha perso l'imbattibilità casalinga.

Terzo successo in campionato per i bianconeri, il primo nel 2024: ora è arrivato il momento di trovare la continuità di risultato per non vanificare un'impresa davvero eccezionale, centrata grazie anche agli interventi prodigiosi di Maduka Okoye, alla prova straordinaria di Walace, al talento di Lazar Samardzic, autore della punizione dalla quale è nato il gol di Giannetti. Continuate a brillare “diamanti grezzi”.

(foto Petrussi)