di Marco Fachin
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Come un fulmine a ciel sereno, la domenica sera della Triestina è stata squarciata dalla notizia dell'esonero di Attilio Tesser.
Un epilogo totalmente inatteso e che ha sorpreso tutti, sia per la situazione in sé, sia per come questa è stata gestita dalla società a livello comunicativo.
Lasciando stare le polemiche che stanno infiammando - in queste ore - i social sulle pagine che parlano di alabarda, limitiamoci a dire che quanto fa riflettere è che il Club dica "che ci si trova più avanti del previsto sulla tabella di marcia e che si è passati alla fase successiva per la crescita della società".
Difficile da pensare per chi vede - giustamente - in Attilio Tesser una sicurezza di rendimento in una categoria come la Serie C, ma il ragionamento non diventa più così inconcepibile se si guarda a chi guida il Club.
La società a trazione americana infatti - del presidente Ben Rosenzweig e del dg Alex Menta - ha sempre fatto intendere di vedere il progetto Triestina come internazionale. Lo si capisce benissimo dal mercato giocatori.
Probabilmente anche la guida tecnica deve rispondere - nell'ideale societario - a questo identikit, e allora da qui ecco una (possibile) motivazione per il cambio.
Tesser è allenatore bravissimo, apprezzato e una sicurezza per la categoria, ma è un profilo a carattere nazionale. Chi invece lo ha sostituito vanta una carriera di un certo rispetto anche fuori dai confini nazionali.
Nel pomeriggio di lunedì è stato ufficializzato dunque Roberto Bordin come nuovo allenatore alabardato. In realtà si tratta di un ritorno, dato che lo stesso mister si era seduto sulla panchina alabardata già nel 2016, in Serie D.
Prima di quell'avventura un passato da vice di Andrea Mandorlini, al Bologna, al Vicenza, al Sassuolo, al Verona e al Cluj in Romania (prima esperienza internazionale), ma è ciò che accaduto in seguito che può essere la vera motivazione della sua scelta per la panchina alabardata
Dopo la prima esperienza alla Triestina, per Bordin ci sono state le panchine di Sheriff Tiraspol in Moldavia, Neftchi Baku in Azerbaijan e della nazionale Moldava.
Quest'ultima esperienza non è andata bene, ma con il club più titolato del paese (lo Sheriff) ha vinto 3 campionati e 2 coppe nazionali. Ha disputato la Champions League (i preliminari) e varie partite della fase a gruppi dell'Europa League, oltre alle qualificazioni per il Mondiale 2022 in Qatar.
E forse questa sua esperienza internazionale - in altri campionati e competizioni europee - può essere vista come il fattore decisivo che ha fatto propendere verso il suo profilo, in un progetto di crescita idealizzato da parte della società.
Fermo restando che separarsi da un tecnico esperto e vincente come Tesser, senza grandi motivi a supporto, appare un vero e proprio salto nel buio.


















































