di Marco Fachin

Riproduzione vietata ©

Si avvicina la data segnata in rosso sul calendario, quella del 22 dicembre, quando a incrociare i propri tacchetti saranno rosso-alabardati e biancoscudati.

In un derby triveneto già acceso di suo per le implicazioni di rivalità che porta con sé, acuite dal fatto che di fronte si trovano terza contro seconda.

E nessuna delle due può permettersi di lasciare punti per strada, perché il Mantova - indicato da molti come una sorpresa che in teoria non potrebbe reggere i ritmi mantenuti sin qui - di mollare non ne vuole proprio sapere.

E allora che sia spettacolo venerdì sera al "Nereo Rocco", con la partita della Triestina che ritorna a giocarsi nel suo habitat naturale - l'impianto cittadino - il quale sarà sicuramente vestito a festa e tirato a lucido per l'occasione.

Di fronte ci saranno due squadre che fin qui stanno facendo un campionato di altissimo livello, mantenendo le aspettative, e anche riscattando annate non troppo positive disputate nel recente passato.

Della Triestina si sa, con la salvezza centrata all'ultimo respiro lo scorso anno e la ripartenza targata Attilio Tesser e con alle spalle la solida società americana di Ben Rosenzweig, per puntare in alto.

Discorso simile per il Padova, che lo scorso anno ha deluso, salvo però affidare la panchina - a metà stagione - a quel mister Vincenzo Torrente che l'ha risollevata e che quest'anno sta facendo viaggiare la macchina ad alta velocità.

Anche i biancoscudati vengono da stagioni di delusioni, con i due secondi posti (di cui quello del 2020/21 a pari merito con il Perugia poi promosso) e le due finali playoff per la promozione perse, contro Alessandria e Palermo.

Due squadre e due città che hanno sofferto e che si sono però ritrovate, pronte a dar vita a uno spettacolo da copertina per l'ultima di quest'anno in Serie C.

Se una delle due dovesse vincere, si candiderebbe a quel punto ufficialmente al ruolo di anti - Mantova.