di Barbara Castellini

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Non sempre le statistiche confermano le sensazioni ricevute “live” dal campo. Nel caso di Udinese-Sassuolo, invece, anche i numeri evidenziano i pregi e i difetti della formazione bianconera. Contro gli emiliani va sottolineata la prova importante di Thomas Kristensen. Spesso criticato per alcuni “blackout” il difensore danese è stato uno dei giocatori più attenti della retroguardia bianconera, oltre a risultare il più coinvolto nel gioco. Sono stati 49 i palloni giocati da Kristensen in 98 minuti, di cui 22 sono stati trasformati in passaggi riusciti (pari all'81 per cento, nessuno ha fatto meglio tra i padroni di casa). A ciò si aggiungono anche 8 recuperi che hanno consentito all'Udinese di ripartire in momenti critici del match.

Ancora più importante è stata la prestazione di Roberto Pereyra. Il capitano bianconero, oltre ad aver siglato il 2-0 (secondo centro stagionale in 12 presenze), ha fornito l'assist a Lorenzo Lucca, ha creato diverse occasioni da gol, grazie ai suoi tredici passaggi in avanti riusciti, ha recuperato ben nove palloni e vinto tre dribbling.

Non del tutto positiva, invece, la prova di Sandi Lovric: 31 i palloni giocati in 98 minuti, con una percentuale di passaggi riusciti di poco inferiore al 70 per cento e solo due palloni recuperati. Per contro, il nazionale sloveno ha innescato in più occasioni gli attaccanti bianconeri, producendo due passaggi chiave. Eppure da lui è lecito attendersi un'impronta più incisiva sulla gara.

Per quanto riguarda la formazione di Alessio Dionisi, invece, è Domenico Berardi a rubare la scena ai propri compagni, grazie alla trasformazione dei due rigori che hanno consentito al Sassuolo di conquistare un punto al Bluenergy Stadium. Cinque le conclusioni complessive dell'attaccante cosentino, tre i dribbling riusciti e quattro i palloni recuperati.

(foto Petrussi)