di Barbara Castellini

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Ancora una vittoria sfumata, ancora un punto regalato agli avversari: al Bluenergy Stadium è sempre Natale. Il sesto pareggio casalingo dell'Udinese contro il Sassuolo rappresenta l'ennesima crepa in una struttura già di per sé molto pericolante. Dopo il doppio vantaggio costruito con fatica grazie alla concretezza di Lorenzo Lucca – arrivato al quinto gol stagionale – e alla determinazione di Roberto Pereyra (in assoluto il migliore in campo), ancora una volta l'Udinese ha distrutto il suo stesso capolavoro.

Questa volta a stracciare la tela è stato uno dei giocatori più affidabili degli ultimi due mesi: Martin Payero. Davvero incomprensibile l'intervento commesso al 59' ai danni di Martin Erlic, che gli è costata l'espulsione e ha costretto il team friulano a proseguire in inferiorità numerica (oltretutto il centrocampista argentino salterà la prossima sfida in programma sabato a Torino). Un regalo inatteso per il Sassuolo che solo da quel momento ha iniziato a pungere. Esattamente come già successo con il Verona, quando il rigore causato da Christian Kabasele diede il via alla rimonta gialloblu.

E di rigori a favore del Sassuolo domenica ce ne sono stati addirittura due (che portano a sei il totale dei penalties fischiati contro i bianconeri nelle sedici giornate fin qui disputate). Prima è Festy Ebosele ad atterrare Andrea Pinamonti in area bianconera al 75', poi è proprio Kabasele a fare ancora peggio all'87' su Samuele Mulattieri. Errori che non si perdonano. Da qui sono nati i cori di contestazione della Curva Nord, proseguiti anche nel parcheggio del Bluenergy Stadium anche oltre al 90' e il comunicato diramato lunedì mattina dal Gruppo Udinese club Autonomi, nel quale vengono chieste delucidazioni sul “progetto sportivo da anni sbandierato e mai portato avanti”. Le crepe aumentano, mentre i punti in classifica latitano. Il finale di questo 2023 mette davvero i brividi.

(foto Petrussi)