Voglio, ma non posso: perplessità nell’Eccellenza Fvg

di Francesco Tonizzo

Si vorrebbe ripartire, ma per ora non si può: meglio attendere lo sviluppo degli eventi, per valutare la situazione e decidere più avanti il da farsi.

E’ questo il messaggio emerso dalla riunione dei rappresentanti delle Società iscritte al campionato di Eccellenza 2020/21 in Friuli Venezia Giulia che si è svolta oggi a Palmanova alla presenza del Presidente del Comitato LND FVG, Ermes Canciani, e i Consiglieri.

Lo ha spiegato direttamente lo stesso Canciani, intervenuto in diretta a “Diritto di Cronaca”, la nostra trasmissione della domenica pomeriggio. Intervistato da Lucio Dal Molin, il numero uno del calcio regionale ha riassunto i temi dell’assemblea.

Ho tenuto una riunione con tutti i Presidenti delle società del campionato di Eccellenza del Friuli Venezia Giulia: erano presenti in diciassette su venti: al momento, hanno qualche perplessità sull’avvio del campionato. La nostra Regione è in zona arancione e, si legge da più parti, potrebbe tramutarsi in zona rossa: ciò crea fastidi ai massimi dirigenti del nostro calcio. Questo non significa che non vogliono giocare: vuol dire solo che bisogna valutare gli scenari che andranno a svilupparsi, per poi prendere una decisione definitiva. E’ stata una riunione pacata, tranquilla, come al solito costruttiva, come da abitudine“.

La pressione da parte del movimento?

Non tanto sotto l’aspetto economico, che è importante, ma non determinante. Conta davvero l’aspetto sociale: è questa la vera preoccupazione. Il Friuli Venezia Giulia è una Regione che all’inizio è stata toccata marginalmente dall’emergenza virus, mentre ora siamo davvero in piena emergenza. Anche gli ultimi dati dicono che la percentuale di positivi è molto elevata: i Presidenti delle varie società raccolgono queste preoccupazioni e le perplessità di calciatori, degli allenatori, dei dirigenti stessi. Tutti elementi che hanno portato oggi in assemblea, in maniera sincera

Quindi?

Quindi non voglio dire che il Friuli Venezia Giulia si tira indietro, anzi: la valenza di campionato di interesse nazionale acquisito dall’Eccellenza è un elemento molto importante, che dobbiamo assolutamente capire e valutare bene. Alla fine, però, ci scontriamo con la realtà. Manca a tutti, manca a me, l’appuntamento settimanale con i campi, le persone, gli appassionati di calcio e quello che rappresenta, soprattutto a livello sociale“.

Giuseppe Ruzza, numero uno del calcio veneto, è sulla stessa lunghezza d’onda del suo omologo friul-giuliano, come espresso sempre al microfono di Lucio Dal Molin.

Condivido pienamente l’analisi fatta da Ermes Canciani. Spesso, il movimento calcistico si dimentica del momento che stiamo passando e le prospettive future. Le considerazioni sanitarie vanno sempre messe in primo piano. Probabilmente, la maggioranza delle società veneto vorrà ripartire, almeno secondo i dati e i sondaggi quotidiani: garantiremo sia chi vuol partire, e sarebbe un bel segnale di speranza, sia chi non vuole. E’ chiaro che il periodo è del tutto eccezionale e, a questo, devono corrispondere provvedimenti straordinari. Mi fanno arrabbiare quelli che si lamentano, per esempio, dell’assenza di retrocessioni: ci rendiamo conto di quello che stiamo vivendo?“.

Le Società di Eccellenza venete hanno in programma per lunedì 8 marzo una riunione sul tema ripartenza. Mercoledì 10 marzo è a calendario una riunione generale in seno alla Lega Nazionale Dilettanti.
Nel frattempo, il tasso di positività su scala nazionale è salito al 7,6%. E’ ovvio che, al netto dei campionati minori ormai definitivamente saltati, l’eventuale ripresa dell’Eccellenza deve fare i conti con questo dato. Al netto del fatto che in altri sport, tipo la pallacanestro e la pallavolo, seppur con tante rinunce, sforzi enormi e con formule di competizione completamente stravolte, l’attività è ripresa anche a livello regionale.