VaccinoDay: la FederBasket immunizza i suoi atleti dilettanti

di Francesco Tonizzo

Autogestione delle vaccinazioni? L’idea era stata lanciata qualche tempo fa dal presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio, Gabriele Gravina, che aveva spiegato come, coinvolgendo tutte le società e la loro organizzazione interna, si possa affiancare la Protezione Civile e le Aziende Sanitarie per accelerare l’immunizzazione del maggior numero di persone (sportivi compresi) possibile.

Su questa base dialettica, si è inserita la Federazione Italiana Pallacanestro che, attraverso una comunicazione fatta dal proprio Presidente, Gianni Petrucci, ha annunciato che si sta lavorando per definire una campagna vaccinale che coinvolga i tesserati delle società a livello regionale.

Il Presidente del Comitato regionale della Federbasket del Friuli Venezia Giulia, l’avvocato Giovanni Adami, nel corso della trasmissione televisiva “PresidenTIME“, in onda sul portale FvgSport channel, ha spiegato il progetto.

L’ultimo Consiglio Federale aveva un solo ordine del giorno – ha detto Giovanni Adami -: il Presidente Gianni Petrucci ha annunciato l’iniziativa di sfruttare la nostra organizzazione per non disperdere i vaccini. Un’idea che va sondata per capire se le Regioni siano in grado di assecondarla, considerando che anche la FederCalcio si sta muovendo in tal senso. Sotto l’egida del Comitato regionale della FederBasket, in Friuli Venezia Giulia abbiamo quattro comitati provinciali autonomamente organizzati: bastano un impianto e un paio di dottori e infermieri per istituire quello che chiameremo “Vaccino Day”. Da Roma manderanno i vaccini con i quali potremo immunizzare una parte della popolazione, facendo riferimento solo alle persone maggiorenni, che sarebbe andata a vaccinarsi, secondo la normale graduatoria, solo dopo l’estate. Con questa iniziativa, anticipiamo i tempi, vaccinando i tesserati seniores, compresi arbitri, giocatori, allenatori e dirigenti delle singole società. Dal momento che il cuore del nostro movimento è quello giovanile, contando solo i seniores non si tratta di tantissime persone, però interpreto questa cosa anche per l’importanza che ha a livello sociale: abbiamo già ottenuto un palasport in comodato gratuito per il “Vaccino Day”, ci stiamo già muovendo in via ufficiale. Non pensiamo solo al fatto, comunque giusto ed importante, che i nostri giocatori e i nostri arbitri di serie C e delle Minors non avranno più preoccupazioni per iniziare un campionato in sicurezza: pensiamo alla funzione di sgravio che forniremo al Sistema Sanitario“.

Quali le indicazioni del protocollo sanitario per la gestione della parte agonistica?

Il protocollo sanitario, che non è di facile interpretazione, distingue tra la possibilità di rinvio di partite per atleti seniores e juniores, quindi giovanili e non: sostanzialmente, se si ha fino a otto atleti sani, in serie C e serie D di pallacanestro si può giocare. Questo vale a livello italiano per la FederBasket, ma si ferma davanti alle indicazioni delle Aziende Sanitarie locali. Abbiamo bisogno di una “personalizzazione” in più che sto sollecitando, dal momento che, faccio un esempio, la gestione delle positività a Cormòns può essere diversa da quello che succede a Trieste. Roma ha mandato una sintesi di tutte le regole da seguire che però vale a livello nazionale, ma è già sorpassata nella nostra Regione per i motivi appena citati“.