Di Matteo Femia

Cormons caput mundi. E’ stata una festa durata fino al mattino successivo quella iniziata dalla Cormonese domenica pomeriggio dopo la vittoria per 3-1 sul campo della Gradese. Il successo ha certificato la conquista del girone C di Prima categoria con cinque turni d’anticipo e dunque al triplice fischio finale di Grado i giocatori grigiorossi hanno iniziato festeggiamenti terminati solo alle otto di mattina del lunedì.
Io sono tornato a casa poco dopo le 2 di notte – racconta il presidente grigiorosso Marco Skocaj – ma i ragazzi sono andati a dormire alle 8 del mattino. La voglia di fare festa era tanta dopo una stagione così incredibile e ricca di soddisfazioni. E vogliamo proseguire a gioire nell’anticipo in programma sabato pomeriggio contro il Centrosedia: vogliamo abbracciare i nostri tifosi”. Un cammino trionfale, quello dei ragazzi di mister Amedeo Russo: 66 i punti conquistati, attraverso qualcosa come 21 vittorie su 25 partite disputate nelle quali è arrivata una sola sconfitta. Numeri da regina assoluta anche sui gol fatti e subiti: 57 i palloni scagliati in fondo al sacco, solo 12 quelli raccolti nel proprio. Non c’è stata insomma storia, se si pensa che tutte le altre avversarie sono a non meno di una quindicina di punti di distacco. E’ stata una cavalcata il cui protagonista indiscusso è stato mister Russo: alla prima esperienza in panchina si è dimostrato subito affidabile e concreto, costruendo una squadra rocciosa in difesa e spettacolare in attacco. Tutti i giocatori utilizzati hanno dato il proprio contributo, e forse il giocatore-simbolo è quel Gerardo Albanese che non ha il posto da titolare assicurato, ma ogni volta che veniva impiegato, spesso e volentieri nei secondi tempi per pochi minuti, sapeva lasciare il segno e svoltare le partite. Non a caso quello che può essere considerato il gol-scudetto, la zampata al 90’ nel delicato match dello stadio Mian contro l’Ism Gradisca, è stato suo.
Non si può poi non citare la società: patron Marco Skocaj ha coronato un sogno che portava avanti da sette anni, da quando la sua Cormonese aveva salutato per l’ultima volta la Promozione in seguito ad una dolorosa retrocessione. Accanto al suo entusiasmo c’è stata la concretezza del direttore sportivo Maurizio Inglese. E a cascata, l’impegno quotidiano di tutti gli altri dirigenti. Insomma, è stata una vittoria di squadra, dentro e fuori dal campo. E Cormons in questi giorni si sente capitale non solo del Collio, ma di quel piccolo grande regno che si chiama Prima categoria.