Triestina femminile: un progetto pieno di entusiasmo

di Francesco Tonizzo

La Triestina maschile del mister Bepi Pillon è in piena zona play-off nel girone B di serie C professionistica e punta a consolidarsi sempre più in alto, riportando il vessillo rossoalabardato laddove il blasone e la storia del club meritano.
La Triestina femminile del mister Fabrizio Melissano ha una storia molto più recente di quella che vanta il glorioso sodalizio giuliano nella sua sezione maschile, però l’entusiasmo e la voglia di far bene sono almeno pari a quella dei colleghi maschi. E la vittoria contro l’Isera, nella decima d’andata del girone B di serie C femminile, griffata dalle reti di Michela Zanetti e Silvia Blarzino, che hanno rimontato l’iniziale goal ospite, rilancia le quotazioni delle triestine, ora a metà classifica.

E’ stata una bella vittoria – conferma l’allenatore, Fabrizio Melissano –, di quelle sofferte, come piace a me. L’abbiamo tenuta in bilico fino alla fine, però è giusto riconoscere che non abbiamo subito molto. Si era messa male in avvio, ma con la qualità delle mie giocatrici l’abbiamo ribaltata ed è andata abbastanza a senso unico“.

Che squadra è la Triestina femminile?

Stiamo costruendo una squadra giovanissima: l’età media è di 23 anni. Giochiamo con un portiere e un trequartista nate nel 2005, schieriamo tre atlete nate nel 2000, proviamo a costruire qualcosa per il futuro. Non è facile perché non c’è ancora una grande cultura per il calcio femminile a Trieste, però coinvolgendo anche l’Isontino e la Bassa Friulana cerchiamo di mettere assieme un gruppo che possa durare a lungo

Giocate a Villa Vicentina, praticamente in Furlania…

Esatto. Poi ci alleniamo a Monfalcone, ma è stata una scelta logistica per dare modo alle ragazze di raggiungere più facilmente i campi di gioco. Considerando che schieriamo giocatrici che arrivano quasi dalla Carnia, la scelta di Villa Vicentina rappresenta una soluzione quasi a metà strada per tutti“.

La situazione generale del calcio femminile?

Grazie al fatto che abbiamo alle spalle una società importante come la Triestina, non ci manca nulla. Sicuramente la serie C presenta qualche falla organizzativa, soprattutto in questo periodo storico di pandemia, nel quale la fanno da padrone protocolli molto rigidi. A inizio anno, c’era il rischio di essere lasciati un po’ allo sbando e senza controlli, che invece nelle serie superiori c’erano fin dall’inizio. Diciamo che con l’avvento del professionismo in serie A femminile, a caduta tutto il movimento avrà benefici“.

Quanto è stato pesante doversi fermare con i campionati sospesi causa lock-down?

A livello morale tantissimo. A livello fisico meno di quel che pensassi perché ho avuto la fortuna di avere ragazze che si sono allenate da sole con serietà e voglia e quando ci siamo rivisti al campo la squadra era già a buon punto. Poi è chiaro che allenarsi da soli è diverso che allenarsi assieme a tutto il gruppo, ma l’abbiamo gestita abbastanza bene“.

Cortefranca e Trento, in serie C femminile, stanno facendo un campionato a parte?

Sono due società partite per vincere. Bisogna dire che sono dentro un bacino d’utenza molto più grande, che garantisce risorse importanti, che a questi livelli fanno la differenza. Le abbiamo affrontate entrambe e bisogna dire che hanno squadre di qualità estremamente alta“.

Prossima partita andate addirittura a Oristano…

“Preferivo passare un weekend in Sardegna a settembre o a maggio e non a febbraio, se devo dirla tutta! Purtroppo, torniamo sempre all’elemento pandemia: i voli sono bloccati, quindi siamo obbligati alla t rasferta lunga, con traghetto e pullman: vedremo in che condizioni saremo dopo dieci ore di viaggio e dopo una notte in traghetto. Non sarà facile, ma confidiamo che l’entusiasmo ci faccia recuperare energie nervose”.

Un nome di una giocatrice della Triestina che può ambire a giocare a livello superiore?

Mi metti in difficoltà perché non sono abituato a parlare di singole, ma sempre di squadra, però abbiamo in squadra un nome conosciuto come quello di Nicole Peressotti, classe 1998, che ha avuto grande esperienza anche con le Nazionali ed è stata sfortunata con le ginocchia: le auguro di tornare prestissimo ai suoi livelli. Se devo far due nomi, spendo quelli delle due 2005, il portiere Ginevra Malaroda e la trequartista Maureen Ferfoglia, che occupa un ruolo che mi piace molto: sono ragazze cresciute nell’ambiente giusto e, se continueranno a metterci la passione che stanno dimostrando, potrebbero ambire a salire di livello“.